Pubblicato il 09/02/2012, 12:10 | Scritto da La Redazione

CLAUDIA PANDOLFI: «LA CHIESA MI HA DELUSO FIN DA PICCOLA. MEGLIO AFFIDARSI ALLA RAGIONE»

CLAUDIA PANDOLFI: «LA CHIESA MI HA DELUSO FIN DA PICCOLA. MEGLIO AFFIDARSI ALLA RAGIONE»
{Summary}Claudia Pandolfi si racconta a TVZOOM dopo il successo della fiction “Il tredicesimo apostolo” su Canale 5, di cui hanno annunciato la seconda serie.  Nessun dubbio, tra fede e ragione per l’attrice vince la seconda. E sulla sua complicata vita privata ammette: «Ho imparato a contare prima di parlare».{/Summary} Una vita sospesa tra film impegnati, […]

{Summary}Claudia Pandolfi si racconta a TVZOOM dopo il successo della fiction “Il tredicesimo apostolo” su Canale 5, di cui hanno annunciato la seconda serie.  Nessun dubbio, tra fede e ragione per l’attrice vince la seconda. E sulla sua complicata vita privata ammette: «Ho imparato a contare prima di parlare».{/Summary}

Una vita sospesa tra film impegnati, serie tv di successo, gossip da copertina, incidenti con paparazzi e quell’aria vagamente snob che lei preferisce definire da «stronzissima romantica». Claudia Pandolfi, classe 1974, protagonista de Il Tredicesimo apostolo, la fortunata fiction che su Canale 5 ha ottenuto una media di sei milioni di spettatori e che avrà una seconda serie, è una di quelle donne che dice esattamente quel che pensa. Scavalcando a volte la diplomazia che un mestiere come il suo necessariamente richiede, anche con TVZOOM: «Ho sempre aperto bocca e dato fiato, fin da piccola – racconta – adesso sono un po’ più pacata, cerco di pensare prima di parlare, anche se dipende dalla situazione».

Non sembra a suo agio con le interviste e gli eventi pubblici…

«Bisogna essere buoni oratori per raccontarsi. Non è facile, è un lavoro complicato quello di relazionarsi in maniera ufficiale con chi ti trovi di fronte per motivi di lavoro. Sono timida, non amo stare al centro dell’attenzione».

Ma quando deve promuovere un film ci deve stare per forza.

«Quando vengo mandata a briglia sciolta a promuovere i film devo fare pace con il cervello, trovare cose sensate da dire per non pensare subito dopo “Oddio mio che ho detto”. Quando c’è un pubblico che ascolta posso dare il peggio di me».

Eppure lei sembra sempre così controllata, non è così?

«Da fuori sembra. In realtà non ha idea del tumulto che ho dentro. Ormai ho capito che conviene sempre essere sinceri. Non puoi comprare la stima o la benevolenza di qualcuno. Qualsiasi comportamento sarà amato o odiato».

Le pesa il fatto di dover essere sempre sottoposta a un giudizio?

«Dieci anni fa, quando cercavo di controllarmi, entravo in macchina e piangevo. Ora entro in macchina e sto tranquilla, non mi fa più male lo stomaco».

La sua fiction «Tredicesimo apostolo» ha avuto molto successo. Nonostante il tema spinoso del paranormale e del conflitto tra fede e ragione la Chiesa ha dato la sua approvazione, se l’aspettava?

«Quindi anche i preti restano in piedi fino a tardi a guardare la tv….L’approvazione della chiesa sinceramente non ce l’aspettavamo. Ma credo che anche loro dovranno cominciare a evolversi, il mondo va avanti, e non possono restare radicati a stili primitivi»

Mi sembra di capire che lei è più per la ragione che per fede, giusto?

«Decisamente, per me ragione batte fede dieci a zero. Quando mi sono relazionata con il mondo cattolico ho sempre ricevuto delusioni. Da piccola non hanno saputo dare risposte alle mie domande esistenziali, mi hanno dato dell’eretica e allontanata quando ho posto i miei dubbi. Ero una bambina di dieci anni e facevo fatica a credere che Cristo avesse fatto tante cose meravigliose»

Non crede che non le convenga dire queste cose?

«Questo è solo il mio personalissimo punto di vista.  Se qualcuno resta turbato da ciò che dico mi dispiace, ma nessuno dovrebbe farsi toccare dai pensieri di un’attrice.

Tanto alla fine la ricerca è sempre quella della felicità».

Lei è stata per diversi anni il commissario Giulia Corsi nella fiction Distretto di polizia, cosa ha pensato quando hanno deciso di chiuderla?

«Credo nei cicli, le cose hanno una loro durata. E poi i progetti vanno comunque contenuti se no si rischia di disperdere quello che hai fatto. E’ stata comunque una fiction con un percorso luminosissimo».

Lei è stata anche la Alice di «Un medico in famiglia» molto amata dal pubblico, ruolo che poi però ha scelto di lasciare. Questi personaggi li ama o li odia?

«Come si fa a odiarli? Sono pezzi di vita. Insieme a loro sono cresciuta, grazie a loro ho costruito amicizie decennali, ho fatto le miei migliori conquiste. Se guardo indietro non c’è solo il personaggio che arriva al pubblico, ma la mia vita».

Mai stata tentata dal mestiere di conduttrice?

«E’ capitato tanti anni fa, in cui partecipai a una trasmissione televisiva e non ricordo neanche di chi. Ho assaggiato quel mondo e detto no grazie, già imparare a fare l’attrice è complicatissimo, figuriamoci mettersi anche a fare la conduttrice».

Se suo figlio di cinque anni da grande vorrà fare l’attore cosa gli dirà?

«Sempre che tra 20 anni esista ancora il mestiere di attore in carne e ossa e non siamo diventati tutti virtuali. Da adulto mio figlio farà le sue scelte, di certo avrà una madre che gli dirà in faccia cosa pensa».

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Claudia Pandolfi)