Pubblicato il 12/11/2011, 00:31 | Scritto da La Redazione

AUDIRADIO: IL FUTURO APPARE ANCORA INCERTO

AUDIRADIO: IL FUTURO APPARE ANCORA INCERTO
  Ancora nebbia intorno alle rivelazioni ascolti radiofoniche, ma nel frattempo c’è chi guarda al passato per sopperire alla mancanza di dati. L’impasse che si è creata da quando è esploso il caso Audiradio è ancora irrisolta. L’intesa sulle metodologie per rilevare gli ascolti non si trova, e il risultato è che da circa due […]

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Ancora nebbia intorno alle rivelazioni ascolti radiofoniche, ma nel frattempo c’è chi guarda al passato per sopperire alla mancanza di dati.

L’impasse che si è creata da quando è esploso il caso Audiradio è ancora irrisolta. L’intesa sulle metodologie per rilevare gli ascolti non si trova, e il risultato è che da circa due anni non si hanno dati attendibili per orientare né la costruzione dei palinsesti né le scelte dei pubblicitari.

Il mercato, dunque, ha bisogno di dati. E nel blocco generale c’è chi si aggrappa al passato: NCP ricerche (gruppo controllato dal gruppo Finelco – che comprende 105-Rmc-Virgin) propone un’analisi dei dati d’ascolto basata su indagini telefoniche del tutto simili a quelle di Audiradio.

I dati raccolti interrogando 6mila intervistati – il campione Audiradio si aggirava intorno ai 4mila – non comunicano grandi stravolgimenti di ascolti per i principali network commerciali. Al primo posto troviamo Rtl 102,5 con il 12,5% di share, seguita a breve distacco da Rds (12,3%) e da Deejay (11,5% ). In quarta posizione, poi, Rai Radiouno, che subisce un notevole ridimensionamento, passando dal 15,3% dell’ultima rilevazione Audiradio a un ben più magro 11,3%.

I dati si riferiscono alle quote di ascolti sul totale radio nel giorno medio durante periodo settembre-ottobre 2011.

 

Dario De Liberis