Uno show in 3D è la notizia più importante. Non solo cinema in 3D, che si ripaga con un costo del biglietto leggermente più alto. Non solo sport, che ha soldi per permettersi il 3D. In un periodo in cui gli editori televisivi tagliano i costi delle produzioni, Sky rilancia e investe per produrre in 3D uno show in studio. E' la prima volta che si vede in Italia una cosa del genere e questa è la cosa più importante. Primo giudizio: il risultato è spettacolare, le immagini in 3D hanno una profondità di campo, anche in uno studio, che il 2D non ha e che se gestite bene creano chiavi narrative nuove anche nel più classico degli show. Veniamo ai pregi e ai difetti della produzione della finale di X-Factor5. Prima considerazione la modalità produttiva: c'era una regia ad hoc per il 3D, luci ad hoc che cercavano di esaltarlo, telecamere 3D e telecamere 2D condivise con la produzione tradizionale. Il posizionamento delle camere in 3D, che determina il 90% del successo di una ripresa, era ottimo. C'era la camera dietro la guria che prendeva le prime 3 file di pubblico che era davvero spettacolare. Come anche quella davanti alla giuria con un taglio di 45 gradi, le immagini erano molto belle con l'effetto 3D amplificato dalle tazze dei giurati, dal cappotto appoggiato e dal bastone di Elio, e dai microfoni. Anche la camera sui cantanti era ottima, certamente aiutata dai moduli appesi al soffitto che aiutano il 3D, e perfetta per un effetto tridimensionale soprattutto nei duetti della prima parte della serata. Ottima anche la steady quando ha potuto muoversi (purtroppo poco) sul palco. Note negative poche e quasi inevitabili per uno show che certamente non è costruito per il 3D: le inquadrature su Cattelan non erano 3D o comunque senza alcun riferimento che potesse accentuare una prospettiva, ho visto un'inquadratura su Cattelan da una camera più bassa decisamente migliore per il 3D ma chissà perchè la regia l'ha utilizzata pochissimo. Occasione sprecata le grafiche: potevano essere elaborate ad hoc per risaltare gli effetti del 3D e invece erano così non era. Altra componente negativa e inevitabile i contributi rvm: non si poteva fa nulla, non erano in in 3D ma vederli con gli occhialini con un montaggio giustamente molto tirato era ai limiti del fastidio.
Guida per chi sta acquistando un televisore nuovo: meglio il 3D attivo o passivo? La differenza è nel fatto che il sistema attivo ha l'occhiale che dialoga con la tv e per questo è dotato di batteria, quello passivo è lo stesso che si usa al cinema e non ha batteria. Il sistema attivo funziona tecnicamente meglio, dovrebbe avere colori più vivi e una qualità migliore. Ma provando un tv LG a 55 pollici con il 3D passivo non abbiamo notato differenze clamorose con i tv a 3D attivo. Primo punto le caratteristiche degli occhialini: costano meno, nel tv di LG ce ne sono ben 7 in dotazione, sono più leggeri, non hanno bisogno di essere ricaricati ed è possibile utilizzare anche quelli che si comprano al cinema a 1 euro. Secondo punto più importante la qualità dell'immagine: ci sembra che la qualità non si discosti molto dai sistemi attivi e che la visibilità sia molto buona anche con angoli di visione non ottimali.
Ho visto ieri sera il film in Ligabue 3D Campovolo 2.0. Bene già ci sono 2 elementi fuorvianti. Il primo è che è un film: ci sono immagini bellissime di un concerto, con la regia forse del più grande regista italiano di concerti Christian Biondani, ma parlare di film mi sembra esagerato, non c'è trama, quasi il nulla a parte il concerto. Ma il fatto del film non è affare di questo blog. Parliamo del 3D. Mi sarei aspettato una cura del 3D e immagini spettacolari. Anche qui il nulla: il film sembrava girato o quantomeno pensato in 2D. Pochissime, da contarsi sulle dita di una mano, le inquadrature degne delle possibilità del 3D. Addirittura una prima parte, un montato con il colore degli arrivi a Campovolo, perfetta per sistemare le inquadrature per il 3D, fatta in 2D con invito al pubblico di non indossare gli occhialini. Molte anche le immagini del concerto non 3D e una marea di panoramiche dove il 3D, come sanno tutti, non ha per nulla senso.
Liga: bel concerto, produzione straordinaria, pubblico più bello del mondo, molto ego, ma dove hai lasciato il 3D?
Leggo su Repubblica un articolo di Riccardo Luna dal titolo "Se il cinema manda in pensione i film in 3D". L'autore asserisce che il 3D è passato di moda, che dopo Avatar in 3D c'è il nulla e che i film in 3D sono quasi scomparsi dalla programmazione. E che il 3D serve solo per rilanciare un vecchio successo, Il Re leone o Titanic. Ebbene io la penso esattamente al contrario e che tali asserzioni poggino su informazioni frammentarie. Riguardo i film mi sembra che una buona percentuale di quelli in uscita sono in 3D. Praticamente non esce più un film in animazione che non sia in 3D, sempre più registi "pesanti" si stanno cimentando con questa tecnica (vedi Wim Wenders con Pina Bausch) e c'è moltissima attesa per il film di Ligabue che esce il 7 dicembre proprio in 3D. E anche nella programmazione a breve i film la faranno da padrone: l'ondata lunga dei film in 3D è partita da natale scorso e appena si liberano i diritti per la tv i film sul piccolo schermo saranno davvero numerosi. Per non parlare del numero sempre più crescente delle partite in 3D. Non dico quelle in paesi tecnologicamnte avanzati come Germania e Inghilterra: ultimamente ho visto una partita 3D dalla Russia che in quanto a regia non aveva nulla da invidiare alle altre e anche nella nostra serie A Roma-Juventus del 12 dicembre prossimo sarà in 3D. Con tutto ciò parlare di pensione per i film in 3D mi sembra quanto meno superficiale.
Ci sono partite in 3D entusiasmanti e altre drammaticamente inutili se prodotte in 3D. Prima considerazione, il calcio non è proprio lo sport più adatto per il 3D. La maggior parte delle inquadrature, diciamo almeno l'80%, sono date da un totale in campo lungo che riprende dall'alto, da molto lontano, almeno un terzo del campo. E con questo tipo di inquadrature il 3D ha poco senso, i giocatori sono molto schiacciati e non ci sono quei piani che possano dare profondità e dare senso al 3D. Va da sè che il 3D con una normale regia di una partita di calcio non porta quasi nulla allo spettacolo della partita. Se invece si adotta una cura particolare nel posizionare le telecamere e si diminuisce la percentuale del totale allora lo spettacolo del 3D può essere entusiasmante. Riprendere alcune fasi di gioco in un altro modo è dunque fondamentale. Si deve partire quindi secondo me dalle situazioni di gioco fermo: calci d'angolo, falli laterali e calci di punizione ripresi da telecamere ad una decina di metri dal campo a 3/6 metri di altezza può essere il modo giusto per portare il 3D nel calcio e abbassare quella soglia dell'80% dei totali in campo lungo.












