TVzoom: Programmi TV italiani

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QUOTAZIONI BORSA

MI FACCIO DI POPPER

Matteo Maffucci

Matteo Maffucci

Matteo Maffucci, 33 anni, 50% degli Zero Assoluto, collabora con Vanity Fair e Traveller... e ovviamente con TVZOOM!!!

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Pif for president

Posted by Matteo Maffucci
Matteo Maffucci
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on Thursday, 25 April 2013
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Mi sono perso per un po' di tempo. In questo periodo ho dormito, poca tv, pochi film, pochi documentari. Ma una cosa l’ho vista, l’ho rivista e la vedrei continuamente senza mai annoiarmi. Il Testimonedi Pif (in onda su Mtv) è senza alcun dubbio il programma dell’anno. Lo so, lo dicono tutti, ma quando un programma è ben fatto, va urlato. Il mio è un giudizio da fan, da spettatore onnivoro che pagherebbe soldi la sera per vedere sempre qualcosa in grado di accendermi la testa. Pif ci riesce, fa le domande giuste, riflessioni semplici e corrette, scelta dei temi leggeri e a volte tosti. Un vero programma da servizio pubblico, quello per cui sarebbe un piacere pagare il canone. Da questa notte saprò cosa guardarmi, grazie a Dio esiste MySky. 

Ps: Propongo una maratona Il Testimone per celebrare Pif come il nuovo Sergio Zavoli del terzo millennio… vabbè, forse ho esagerato, però guardatelo!

 

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Perché la Rai mette in onda promo inguardabili? Invece di invogliarmi ad accendere la tv mi spingono a spegnerla

Posted by Matteo Maffucci
Matteo Maffucci
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on Sunday, 24 March 2013
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Cosa spinge la televisione pubblica a raccontarsi e farsi vedere sciatta, triste e a tratti ridicola? Promuovere NCIS Los Angeles su Rai2 come il «serial più trendy del mondo» è come dire che The Voice  è «tozzo» o  «togo». Lo so, sembra un dettaglio, ma trovo assolutamente poco attuale e fuori dal mondo non avere la percezione di quello che succede nell’universo della comunicazione e di com’è cambiato il modo di promuovere la tv. E poi, come diceva Nanni Moretti schiaffeggiando la giornalista in Palombella Rossa«Le parole sono importanti».

Perché non c’è nessuno che vede i teaser e dice: «Che schifo!». Così come lo spot di Detto Fatto, il cui concetto è più o meno: «Se volete sapere come si costruisce una scala a chiocciola, se non sapete come truccarvi, come fare un centrotavola, cucinare un piatto speciale, scaricare le tasse senza l’ausilio del commercialista, fare il pane in casa, truccarvi per vostro marito, far germogliare il vostro geranio e tutto quello che vi viene in mente… Detto Fatto è il programma che fa per voi». Io il programma non l’ho visto e non giudico il suo contenuto, ma il promo è davvero brutto. Ovvero non compie il suo compito: invogliarmi a guardare la trasmissione.

E basta con la storia che la televisione generalista ha un pubblico «vecchio», perché è davvero mortificante per tutti quelli che la guardano. Non è una questione di soldi né di età, ma d’idee.  Buona notte.

 

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E niente, ormai sono coetaneo di Magalli

Posted by Matteo Maffucci
Matteo Maffucci
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on Friday, 01 March 2013
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Pochi giorni fa ho fatto «la lunga». Non ho dormito, non sono riuscito a chiudere occhio. Non so perché, sarà che ormai le ansie certe notti sono più forti di me, sarà che la notte ha un fascino particolare. Riposare sì, ma dormire a volte mi annoia. Una follia, lo so, come non riuscire a trovare una soluzione. Sono arrivato, senza neanche accorgermene, alla mattina, e poi la tarda mattinata e ho iniziato a perdermi sulla, o nella, televisione generalista, scoprendo che il mondo, in tv, è fermo agli anni Novanta.

Quando la febbre coglieva il mio gracile corpicino e rimanevo a casa, la tv era il momento di perversione contro le ore scolastiche. Per me Uno mattina era esotico, I fatti vostri rivoluzionario, Forum credibile, e le serie degli anni Settanta su Italia1 qualcosa di straordinario. Ma ero piccolo, adolescente e malato.

L’altro giorno ho capito che siamo un popolo conservatore, amante delle tradizioni e che siamo inguaribili romantici. Tutto uguale, tutto: pettinature, sigle, storie e a volte conduttori. Nulla in contrario, ma lo stupore di essere invecchiato, sì! Mi guardo allo specchio e oggi mi trovo a essere un quasi coetaneo di Magalli

 

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E se poi la Formula 1 su Sky finisse per piacermi?

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on Wednesday, 06 February 2013
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Sto festeggiando. Faccio esplodere piccole miccette dalla felicità. Da Marzo parte Sky Formula 1 HD e io finalmente riuscirò a prendere sonno. Qui di seguito pubblico il messaggio di mio cugino: «Caro cugino, ho trovato la soluzione al tuo problema… la Formula 1 su Sky da Marzooooo!». vero, non c’è manifestazione sportiva che riesca a conciliarmi meglio il sonno. Alcune partite di calcio ci riescono, il golf ci riesce, l’estate mentre invece l’inverno mi rilassa e basta, il rugby, se non è una partita con l’Italia, anche, ma la Formula 1 batte tutti. Non c’è storia!

Grande adrenalina alla partenza, che poi si sopisce dall’ottavo giro in poi, con quel fantastico sottofondo di motori, e con qualche esclamazione dei cronisti, che mi farà sussultare un pochettino, che impazziranno durante un sorpasso o quando la Ferrari rientrerà ai box. Ma io dormirò, come un ghiro, soprattutto la notte, quando vedrò le repliche delle gare, gli approfondimenti, le monografie, le esclusive, i camera-car dedicati ai piloti… io, finalmente, dormirò. Non è una questione di non piacere, anzi, lo trovo fichissimo, ma per me è come vedere una testa di serie al primo turno contro il 1325 del mondo a Wimbledon. Lo guardi perché devi, ti piace il tennis, ma sai in cuor tuo che al quarto game ti addormenterai sul divan… zzzzz… così.

E se mi sbaglio? E se mi piacerà? E se ne diventerò schiavo? Con il golf è successo così, con il rugby pure, le Olimpiadi non ne parliamo, con il basket anche, il baseball magico… oddio!

 

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L'invasione dei factual: didascalico is the new shabby chic

Posted by Matteo Maffucci
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on Thursday, 10 January 2013
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Io capisco che quando funziona qualcosa bisogna rifarla, rifarla un’altra volta

e poi rifarla ancora. Ma io, insonne del nuovo millennio, non ce la faccio più. Consumatore di tutti i canali Tutorial&friends mi rendo conto che ormai basta fare un lavoro assurdo, abitare in America e avere più di due tatuaggi, per potersi permettere un programma da mandare in onda a tutte le ore. I tatuatori satanisti, gli architetti delle torte, degli acquari, ex galeotti che customizzano moto, macchine e furgoni. E poi gli apocalittici, che spendono soldi in previsione della fine del mondo (la prossima) riempendo bunker di cetriolini sott’olio e armi nucleari. E poi il lavoro. Come fare soldi da una casa distrutta, ristrutturarla e poi cercare di venderla al triplo, ma anche i broker delle aste fallimentari che comprano al buio garage pieni di ricordi di qualcun altro.

Ma si va anche al mare. Pescatori di granchi, pesci spada, e mostri nei fiumi, avvistamenti di alieni, rapimenti, sesso e morti assurde. E infine i drammi. L’aereo che cade, chi è stato? Cosa è successo? Lo scopriremo proprio qui, adesso, con nessun superstite e con l’astro fisico che invece lo sa. Come si costruiscono le Lamborghini? Come si fa la birra? E le patatine? Sì, anche quelle. Inizio ad avere ormai un superficiale preparazione su qualsiasi cosa e la mia voglia di sapere è inevitabilmente rapita da altro, poi ancora e ancora un po’. Tipo? Tipo gli indimenticabili I boss della sabbia. Ma dico io, come si fa ad appassionarsi a una cosa del genere? Non da spettatore, ma proprio da protagonista: «Ciao mamma, voglio diventare un Boss della sabbia!».

Comunque la mia non è una critica, ma molto più probabilmente una grande invidia creativa. Vorrei essere intorno ai tavoli in mogano e decidere anche io i titoli di questi piccoli e inutili capolavori. Se domani dovessi  pensare a un titolo per raccontare la vita di un mangiatore di biscotti tatuato, il programma si chiamerebbe Il mangiatore di biscotti… tatuato: didascalico is the new shabby chic.

 

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Che invidia: vorrei essere nel cast di “The Pills”

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on Monday, 10 December 2012
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Nella mia lotta eterna all’insonnia, dove mi trovo sempre perdente, continuo a trovare materiale per rimanere sveglio. Ho trovato canali senza capo né coda, programmi meravigliosi, altri talmente brutti da diventare veri e propri cult. L’altra notte ho spento la tv, ho staccato l’Apple Tv, lanciato dalla finestra il mio lettore dvd (ho visto tutto!!!) e sono finito su YouTube. Mi sono ricordato del consiglio del mio pusher della notte, mio cugino, che mi aveva avvertito: «Guardati  The Pills». L’ho visto e non ho chiuso occhio.  Cliccate qui e andate a vedere il loro canale.

Ho riso, da pazzi, fino a stare male, contorcendomi le budella fino a rivedermi tutto dieci volte. Sono droga! Sono bravi! Sono quello che oggi è creatività! E poi invidia, un sacco di invidia (sanissima), perché quando una cosa mi piace così tanto vorrei farla anche io in quel momento. È la cattiva abitudine di sentirmi Batman dopo aver visto Il Cavaliere Oscuro o Drugo dopo la visione annuale di The Big Lebowski. Insomma per Natale regalatevi la visione de sti pazzi.

 

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La povertà dei palinsesti notturni: ridatemi Gabriele La Porta!

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on Wednesday, 14 November 2012
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Mi sfogo perché se non ho sonno e accendo la televisione devo scordami completamente i primi sei canali del mio televisore. Tutta la Rai e tutta Mediaset hanno eliminato, cancellato, raso al suolo, qualsiasi tipo di programmazione notturna. Repliche di programmi, telefilm di scarso livello e video raccolte della televisione del passato. Mi manca Gabriele La Porta (e anche Corrado Guzzanti che lo imita), con il suo giacchino di renna in improbabili divagazioni sul senso della vita, dell’essere e dell’io, a piazza Navona, con un sole pazzesco, mentre io, placido nel mio letto, rimanevo sveglio per cercare di capire che senso avesse. Lo aveva, almeno dormivo.

La Porta, nonostante tutto, mi dava l’idea di una televisione completa, fino in fondo, ventiquattro ore su ventiquattro, che cercava di offrire un prodotto a qualsiasi ora. Ma oggi, che Youtube esplode d’idee, di autori e di creatività, per quale motivo dovrei accendere e mettere qualsiasi canale della Rai o di Mediaset, se tanto non c’è niente se non un programma che ho già visto tre ore prima? Non sarebbe più divertente utilizzare le ore notturne come un laboratorio della rete? Costa molto?

No, se realizzate come oggi si produce un videoclip, una web series o un tutorial. Oggi non servono solo studi televisivi, grandi scenografie, redazioni di venti persone. Con una buona idea e una telecamera HD si può sperimentare davvero e magari immaginare qualcosa di nuovo, da inserire nei palinsesti in orari più importanti. Cari manager del fu tubo catodico, affidate i palinsesti della notte a ventenni con il sacro fuoco della comunicazione e dell’intrattenimento, stategli dietro e con due soldi vi faranno godere. E forse anche fare due spicci. Oppure mi ridate Gabriele La Porta, subito!

 

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VeroTv, il canale “supercazzola”

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on Saturday, 27 October 2012
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Ci sono canali che riescono ad addormentarmi dopo cinque, dieci minuti, aiutandomi nella mia ormai perenne insonnia, altri, come VeroTv (canale 55 del digitale terrestre), che non mi fanno chiudere occhio. Trovo infatti straordinario fare un canale televisivo talmente inutile da essere perfetto. Onestamente rivedere Marco Columbro, Marisa Laurito, Corrado Tedeschi, Laura Freddi mi ha a tratti emozionato. Non voglio entrare nello specifico del palinsesto, perché è del tutto inutile, ma dopo un po' sono riuscito a capire l’idea diabolica che sta alla base di tutto: un vero e proprio canale supercazzola dove poter dire qualsiasi cosa. 

Qualche notte fa sono riuscito a rimanere sveglio guardandomi su Youtube una sorta di talk show, Vero Storie, condotto da Marisa Laurito dove si parlava di fantasmi e ghostbuster con una tale serietà, che a un certo punto avrei voluto che apparisse davanti a me Marco Balestri per dirmi che stavo su Scherzi a parte. Ma non è accaduto. Aiuto!

 

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007, licenza di amarti

Posted by Matteo Maffucci
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on Thursday, 04 October 2012
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Non c’è niente da fare, a me James Bond fa impazzire. Lettore di tutti i libri di Fleming e vorace cine-maniaco di tutti i film, all’arrivo del  canale Skycinema007 è stato per me come ricevere in anticipo un regalo di Natale, quello più bello. L’insonnia gode, non dormire è poco importante e la mia voglia di volare per due ore a film, sperando che Bond uccida tutti i cattivi del mondo, è finalmente realizzata. La verità è che nonostante io abbia tutti i film in dvd, averli 24 su 24 su un canale dedicato è il non plus ultra della pigrizia e dello svacco della notte.

Vederli senza audio per citare le battute (007 licenza di uccidere), per rivedere le mie bond-girl preferite (Ursula Andress e Daniela Bianchi), il film più brutto di sempre (007 al servizio di sua maestà con George Lazenby: orrendo!) il migliore Bond, dopo l’immesso Sean Connery, Pierce Brosnan e la più bella frase detta dopo il selvaggio sesso (007 il mondo non basta). Bond e la dottoressa Christmas Jones (Denise Richards) sono a letto, esausti, e lui la guarda sorridendo e le dice: «Sai, credevo che Natale venisse solo una volta…». Solo Bond può dire una cosa del genere, mito!

PS: Daniel Craig più che James Bond sembra una spia russa!

 

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Damien Hirst, sei solo chiacchiere e distintivo?

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on Wednesday, 19 September 2012
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Il primo novembre partirà il nuovo canale Sky Arte e sono davvero curioso di vedere come sarà costruito il palinsesto. Da insonne forse potrà essere la mia salvezza. Come sarà? Quali programmi? Ma soprattutto, che cos’è arte e cosa non lo è in tv? Per me Diretta gol di Champions League è arte, Lost era arte, National Geographic Channel è arte, insomma, la mia preoccupazione è sapere che cosa vedrò. Mostre? Documentari? Profili di grandi artisti del passato? Interviste in stanze piene di libri disordinati apposta e posacenere pieni di tabacco da pipa?

Speriamo di no, speriamo che l’idea di arte si sia allargata un po', che finalmente si possa raccontare un quadro, una scultura, un’istallazione, qualsiasi cosa, in modo diverso, senza quella patina snob fastidiosissima, che allontana e che non avvicina nessuno. Tanto da farti odiare persino un genio come Damien Hirst.

Vorrei non vedere la solita cricca di pseudo intellettuali che si parla addosso, che si raccontano quanto è viva la Street, il Pop Surrealismo e di quanto l’artigianato, oggi, sia la più alta forma di creatività. Basta, m’avete annoiato! Sarò il primo a guardare Sky Arte, con la promessa che, appena vedrò una pipa accesa dentro lo studio del critico travestito da artista, ma che artista non è e quindi è solo uno travestito, io cercherò di trovare riposo guardando Torta di Riso  (AXN canale 120 di Sky).

 

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Wannabe Cracco!

Posted by Matteo Maffucci
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on Tuesday, 28 August 2012
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Aspetto l'autunno come si aspetta il Natale, il palinsesto generale della mia tv riprende energia, brutte e buone idee, Sky On Demand da saccheggiare e milioni di piccolissimi e inutili programmi sparsi per i canali che non faranno altro che addolcire la mia insonnia, che con il freddo si rigenererà. In questi giorni ho dormito, tanto, lasciare la propria casa concilia, sentendo però, piano piano, un senso di mancanza misto a nostalgia per tutto ciò che sono i miei 46 pollici fin troppo brillanti.

Può sembrare poco poetico tornare e accendere la televisione, ma invece nasconde, come la lista dei buoni propositi, la scuola che ricomincia, il campionato di calcio e il lavoro che riparte, una sensazione di euforia e voglia di routine. Lo ammetto, il programma che aspetto è MasterChef (Sky Uno a fine 2012). Mi manca. Mi mancano Joe, Carlo e Bruno, il loro tono di voce senza emozione, il loro modo di assaggiare i piatti, di assaporare sapori e odori e la loro cattiveria militaresca.

Se un tempo la gente sognava di diventare imprenditore coatto, calciatore con velina o tronista senza trono, oggi il sogno degli italiani è essere Carlo Cracco. Mi sembra un grandissimo passo avanti per ricominciare.

 

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Ma tu lo faresti?

Posted by Matteo Maffucci
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on Tuesday, 24 July 2012
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Ve lo dico senza giri di parole: non mi sono mai sentito così in imbarazzo nella mia vita come dopo aver visto, al telefono con Andrea Amato (direttore di TVZOOM), una puntata di Appuntamento al buio su Sky Uno. Non è una questione di bello o brutto, funziona o non funziona, ma è una questione di: «Tu lo faresti mai?».  E la risposta è: mai!

Questa, più o meno, è come è andata la nostra conversazione:

«Andrea, dimmi che stai vedendo Appuntamento al buio».

«No, aspetta che lo metto subito».

Dopo qualche minuto di silenzio, ho deciso di rompere il ghiaccio...

«Ma tu, Andrea, andresti mai dentro una stanza, al buio, con una che ti tocca, tu la tocchi, mangiate frutta ambigua (banane, papaya, meloni), magari ballate e lei ti usa come palo da lap dance, tu provi a baciarla, lei ti fa “testina” e tu ti fai una risata finta e quando esci ci sono altri due che hanno fatto cose più o meno simili alle tue che ti chiedono, come in terza media, “cosa hai fatto con lei? L’hai baciata? Odora di buono? Sei innamorato?”. Sei innamorato? Insomma quanti soldi vorresti per partecipare a un reality dove il momento topico  è  “i due che si sono scelti” chiusi in una stanza, che a turno si mostrano all’altro con una doccia di luce, assassina, come quelle degli ascensori, per sapere se si trovano anche belli?».  

«…»

«Andrea? Pronto, Andrea? Andreaaaaaaa…».

 

Matteo Maffucci

 

 

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Ma c’è vita oltre SkySport24?

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on Tuesday, 03 July 2012
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Riuscire a sopravvivere al caldo, quando decidi di non mettere a casa l’aria condizionata, diventa una questione di principio (o di stupidità). La notte, nonostante cerchi di alimentare correnti con porte aperte, finestre aperte  e piccoli e grandi ventilatori, la situazione inizia a diventare insostenibile. I miei problemi di insonnia di sommano alle allucinazioni causate da Caronte e il mio solito dileggio nel cercare programmi in grado di assopirmi o farmi svenire serenamente scarseggia.

Troppa fiacca e troppi palinsesti privi di fascino. In un’estate di sport, dopo gli Europei finiti al secondo posto (meglio che dire che ne abbiamo presi quattro in finale) e in attesa delle Olimpiadi di Londra, SkySport24 è, come sempre, la mia isola felice. Non ti tradisce, non manca mai, sempre, per sempre, inossidabile.

Innanzitutto stima, stima vera ai giornalisti nel non diventare pazzi nel leggere più o meno le stesse notizie per ore, con brio, entusiasmo, come se fossero sempre stupiti nel raccontarti che il Pocho Lavezzi dal Napoli va al Paris Saint Germain. Ci sono sempre, a ogni festa comandata, a qualsiasi ora, con quella musichetta nella lettura titoli e in chiusura per il break pubblicitario, che ormai è diventata più famosa e perforante della sigla del Tg1.

Io mi addormento, svengo con loro, e mi risveglio con loro, con le stesse facce. Eroi. Solo qualche domanda:

Sotto la giacca e la cravatta, è vero che avete costumi e ciabatte?

Chi è il sadico che decide i turni di lavoro?

Siete tutti amici come sembra o in realtà nei fuori onda ve le date di santa ragione?

Chi è che rimorchia di più?

Il giornalista che solitamente è costretto, durante l’estate, ad aspettare Galliani fuori dal ristorante Giannino di Milano poi mangia gratis?

Lea Capizzi è davvero la più secchiona del gruppo?

Gianluca di Marzio ha una vita oltre al calcio mercato?

Nella speranza che sia arrivato tutto il mio amore, la mia gratitudine e curiosità, mi propongo per fare, anche io, il giornalista per un giorno a SkySport24. Magari qualcuno di voi vuole andare a un concerto o che ne so, gli serve un giorno libero. Grazie!

 

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Cento... cento... cento!!!

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on Wednesday, 20 June 2012
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Per me la tv in estate è da sempre vintage anche per chi come me la usa solo come melatonina. È l’unico momento dell’anno dove adoro non scoprire un bel niente e sentirmi rassicurato e coccolato da tutta quella tv anni Novanta, che in un modo o nell’altro è parte di me. Quindi, questa volta, ho deciso di fare un elenco di tutti quei programmi che mi piacerebbe rivedere dopo la mezzanotte (su Youtube si trovano diversi spezzoni e se collegate il vostro iPad con Apple tv riuscirete a rivivere il meglio del passato sulla vostra televisione. Perché in fondo questo è il mio album dei ricordi e i conduttori sono parenti stretti:

1. Tra moglie e marito: strepitoso.

2. Il gioco delle coppie: cotonassimo.

3. Ok il prezzo è giusto!: cento… cento… cento…

4. Il pranzo è servito: commovente.

5. Giochi senza frontiere: un cult, come il limonissimo.

6. Urka!: Bonolis e Laurenti in una forma stratosferica.

7. Colpo Grosso: non posso non metterlo.

8. Il grande gioco dell’oca: con la “raffinata” regia di Jocelyn.

9. L’appello del Martedì: con l’indimenticato Maurizio Mosca e la sua toga.

10. Smile: Gerry Scotti magro con le sue candid.

Ne vorreste vedere altri? 

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Se sai "com'è fatto" non lo mangi più

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on Friday, 08 June 2012
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Con l’arrivo dell’estate la mia vita notturna non ha subito scossoni. Anzi, tutto è diventato più romantico. Le finestre aperte e il fresco che entra nel salotto, con una dolce corrente che arriva a posarsi sul divano mi coccola fino a svenire. Tutto questo ha un non so che di terribilmente poetico. 

E poi mangiare. Lo spuntino, l’abbuffata di mezzanotte, quel desiderio che piano piano sale fino a farti scattare in cucina e tornare in salotto con un carrello della spesa da svuotare sul tavolo. Ovviamente non parlo di bistecche e insalate miste, ma delle buone e vecchie care schifezze (Schifezza: patatine di ogni tipo, marca e sapore, pane, nutella, biscotti, salatini, merendine. Insomma tutto ciò che non fa bene al mio stomaco che ormai chiede pietà… da anni).  Ecco, se come me siete degli impenitenti, dovete cercare di fare attenzione mentre associate queste splendide cibarie alla visione di programmi televisivi. Perché? Per il senso di colpa! 

Ho visto Com’è Fatto con Barbara Gulienetti su Real Time (canale 31 del digitale terrestre) e mi sono depresso. Il programma risponde a una semplice domanda: come sono fatti gli oggetti che vediamo tutti i giorni nella nostra vita quotidiana? Carino, fatto bene e poi Barbara è una rockstar dei programmi fai da te (Paint Your Life, sempre su Real Time) e la sua voce mi tranquillizza perché la riconosco. Ma come vi dicevo, il problema è un altro.

La puntata era dedicata alle Pringles. Capite bene che vedere l’impasto e poi il rullo che trasporta la pappetta, che poi si trasforma in patatina, mi ha destabilizzato. «Quando sai com’è fatto un oggetto, assume tutto un altro fascino!», dillo a me che sto con un pacco di patatine in bocca e mi sento terribilmente in colpa. Vado al bagno.

 

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Io a Stan gli voglio bene!

Posted by Matteo Maffucci
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on Monday, 28 May 2012
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L’altra notte cercavo qualcosa per trovare riparo dal mio compleanno. La verità è che mi ha sempre imbarazzato festeggiare per gli anni che passano… i miei! Dovevo trovare qualcosa da vedere che, in qualche modo, potesse regalarmi un super sorriso malandrino per mantenere un livello di buon umore importante per i miei dolori alla schiena. 

Acciaccato e dopo un controllo allo specchio del bagno con il classico dialogo stile Taxi Driver per vedere se incominciassero ad affiorare capelli di un colore vicino al bianco, ho trovato una soluzione pischella: Stan Lee's Superhumans (History Channel canale 407 di Sky). Per uno come me che ha collezionato fumetti da quando è nato, che ha rubato soldi alla madre per comprarsi la sua dose di fumetti, mentre lei guardava la soap Quando si ama nei primi anni novanta, per poi buttarsi sulla sorella mentre era distratta a guardare Beautiful, e sul padre mentre faceva la sua pennichella il sabato pomeriggio, trovarsi difronte Mr. Stan Lee, il papà di ogni supereroe (L’uomo Ragno, i Fantastici 4, Thor, Iron Man…), è stato come rimettersi ai piedi un paio di Reebook Pump.

Il programma è semplice: David Browning Smith, «l’uomo più flessibile al mondo» è l’alfiere di Stan alla ricerca intorno al globo di tutte quelle persone che hanno capacità fuori dal comune. Dall’uomo con il dito d’acciaio, a quello con il corpo magnetico, a uno che resiste a temperature freddissime, a un altro che riesce a colpire un’aspirina lanciata in aria con una freccia, fino all’uomo calcolatrice che riesce a fare calcoli assurdi alla velocità della luce. Ma come si fa a non commuoversi dalla gioia? La verità è che Stan Lee non lo sa ma io gli voglio un mondo di bene, così come a Spielberg, a Lucas e a tutte quelle teste che mi hanno allenato a pensare che non c’è limite alla creatività anche senza l’uso di super poteri.

Quindi, proverò a invitarli alla mia festicciola con il clown che fa i palloncini a forma di bassotto. Gradiranno?

 

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C.S.I. Venezia

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on Thursday, 17 May 2012
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«Chi è?»

«Sono tuo cugino…»

«Ma sono le dieci di sera, che c’è?»

«Fammi salire, ho qualcosa per te»

«Sali!»

Messa così sembrerebbe davvero equivoco spiegare a qualcuno che mio cugino sta salendo a casa mia solo per portarmi una dose di tv notturna.

«Roba seria!», dice.

«Fantastico!», rispondo.

Mi passa una chiavetta usb, la inserisco nel giusto pertugio e spingo play. Parte Venezia Pronto Intervento, che è già andato in onda su National Geographic Channel (canale 403 di Sky) a febbraio e la riproporranno a giugno. È una mini serie di sei episodi che racconta come funziona il sistema di sicurezza del capoluogo. Polizia, pompieri, carabinieri, medici, guardia costiera, alle prese con le mille difficoltà di una città galleggiante. Un vero gioiello televisivo coprodotto dalla BBC, una tensione stile C.S.I. dei tempi migliori, una curiosità che non farebbe addormentare neanche mio padre dopo il pranzo di Natale. Dovete vederlo! Segnatelo in agenda e guardatevi il trailer!!!

 

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Mondi di pastafrolla

Posted by Matteo Maffucci
Matteo Maffucci
Matteo Maffucci, 33 anni, 50% degli Zero Assoluto, collabora con Vanity Fair e Traveller... e ovviamente con T...
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on Thursday, 03 May 2012
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«Quando non sai cosa guardare, quando la notte non ti regala stimoli, fidati cugino, metti questo dvd e fammi sapere!». Il mio pusher aveva ragione, quello che ho visto è un capolavoro di vera creatività, di gustoso interesse, ma soprattutto, buonissimo!

Su Real Time c'è Il boss delle torte e anche un nuovo genio dell'intrattenimento e del gusto: Buddy Velastro e la sua pasticceria a conduzione famigliare. Stiamo parlando di un vero genio, un artista della torta, un visionario del dolce, un Josè Mourinho nella gestione del suo gruppo di lavoro. Messo nel letto, non sono riuscito a chiudere occhio fino alla fine della puntata e per una volta non mi sono sentito in colpa. La sfida della settimana: costruire una torta a forma di WC. Sì, avete capito bene, un water gustoso da mangiare, invitante e dolcissimo e con lo scarico funzionante per gli amanti dell'estetica. Un vera e propria opera d'arte, altro che Jeff Koons o Cattelan, qui siamo di fronte a un vero e proprio mito.

Il boss delle torteentra di diritto nella mia personalissima classifica dei programmi tv che non cambieranno il mondo, ma che in qualche modo riusciranno ad appassionarci a mondi di pastafrolla.

 

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Meglio del Tavor

Posted by Matteo Maffucci
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on Monday, 16 April 2012
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Nella lotta tra il divano e il letto, la guerra è sempre incerta. Alzarsi, spogliarsi, mettersi sotto le coperte, sono azioni che rappresentano nell'immaginario di ognuno di noi esercizi faticosi e rimandabili. Con un cuscino e un plaid il divano si trasforma nel luogo più comodo dove sostare per le prime ore della notte. Il problema, però, è un altro. È dura, troppa scelta, troppe decisioni da prendere: c'è il decoder Sky, il dvd, Mediaset Premium, l'Apple tv, l'hard disc con una collezione di vecchi film, insomma, la scelta è di quelle che possono farti rimanere sveglio fino a vedere l'alba.

Mio cugino, conoscendo il mio dramma, si è trasformato nel mio personalissimo pusher della notte: «Guardati questo... con quest'altro ti addormenti in cinque minuti... quest'altro ancora è molto interessante, ma soporifero...», e questa volta è riuscito a stupirmi. Insonni di tutto il mondo venite a me e digitate il canale 865 di Sky, Diprè Tv vi aspetta: 24 ore su 24 Andrea Diprè vi parla d'arte, della vostra arte, per commentarvi, spingervi, nel magico mondo degli artisti. Se ti senti un novello Damien Hirst, Diprè ti racconta in televisione, basta contattarlo e lui farà di tutto per farti conoscere in televisione. Davvero diabolico!

Ma il mio fascino su di lui e anche per questo canale, mai visto fino a una settimana fa, sta nel fatto che lui c'è sempre. È un isola felice, un baluardo per lo stordimento, un irrefrenabile creatore di ars imbastendi. Mettete il canale, cercate un livello del volume, né troppo alto né troppo basso, e mettetevi su un lato (io preferisco la sinistra) e ascoltatelo cercando di immaginarvi l'opera. Nel giro di pochi minuti la voce di Andrea si trasformerà in una nenia, che vi stordirà fino a farvi addormentare. Se volete conoscerlo, vedere il viso, di chi, da questa notte sostituirà la vostre dose di melatonina, andate sul suo sito (www.andreadipre.it) e non fatevi influenzare dalla sua somiglianza spaventosa con Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, «Perché io sono Andrea Diprè!». Che claim.

 

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Marzullo, ti prego, invitami!

Posted by Matteo Maffucci
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on Tuesday, 03 April 2012
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Quando io sono nato Gigi Marzullo già esisteva e con lui tutta la liturgia e mitologia della sua notte, di Mezzanotte e dintorni e poi di Sottovoce. Un classico, un mito, un trench che non passa mai di moda, il Festival di Sanremo delle ore piccole, la salvezza degli insonni prima che la pay tv entrasse nelle nostre case. Anzi, nelle nostre camere da letto. È inutile che vi racconti di cosa è fatto il suo programma, lo sanno tutti, un po' come quando nasci e Nel blu dipinto di blu è una canzone che conosci già, non è che la scegli, fa parte di te.

Così Gigi Marzullo lo conosco da più tempo di quanto possa conoscere il mio migliore amico. Una volta mi sono informato su quali e quanti ascolti facesse il suo programma. D'accordo che non puoi avere ogni puntata un ospitone, ma una volta ho visto un filotto di parrucchieri di dive, medici e intellettuali della porta accanto davvero improbabili. Sottovoce ha una media che va dal 5% al 6% che su Rai Uno a quell’ora è davvero poco. Ma non importa, anzi, lo ammetto, uno dei miei sogni più nascosti è essere un suo ospite almeno per una volta: conoscere di persona Anna Bizzarri e farle cantare una canzone punk-rock, raccontare il mio sogno dove una palla gommosa mi rincorre intorno al mondo e poi scoprire se gli occhiali di Gigi sono veri o finti. Una leggenda narra che indossi solamente la montatura.

E ovviamente le domande, le sue domande, così ben costruite, così sul serio che ti fanno sentire un divo di Hollywood. Alcuni esempi:

«Maffucci, ma secondo lei, è meglio una vita da sogno o il sogno di una vita?»

«Grazie per la domanda… ma intende la prematurata a destra?»

«Eh?»

«Ciuppaaaa!!!»

Ecco il mio sogno è fare la supercazzola a l’imperatore della notte. Quindi ti prego, Marzullo, invitami!

 

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