FRUSTINI&BIGODINI
Trilli
Sky Uno quest'anno, il giovedì, non mi ha dato tempo di cambiare canale. Mi tiene in ostaggio da diversi mesi, dalla prima puntata di X-Factore io non mi lamento. D'altronde il mio, sulla carta, è un rapimento perfetto, sono tenuta in ostaggio nel mio salone, sul mio divano paffuto e a portata di mano ho il frigo; il tutto davanti a MasterChef,definito da molti uno dei programmi più cool dell'anno.Messa giù così MasterChef dovrebbe essere il mio programma preferito o uno dei, invece no, lo guardo, ma non lo amo. Il "nostro" è un rapporto difficile: di "lui" mi piace la gara fra chef amatoriali, i concorrenti ben variegati, la creatività, il fascino della cucina, che per una non-cuoca come me, è irresistibile, i pressure test dove per superarli l'abilità in cucina degli aspiranti masterchef deve fare scopa con lacreatività, non sembra facile.
Purtroppo, a guastare la festa ci sono i tre giudici. Intendiamoci, non ce l'ho con la scelta di avere in trasmissione dei giudici tra l’altro imprescindibili visto il format, ce l'ho con chi li ha selezionati. Non mi piacciono. Li trovavo kitch nella prima serie e li trovo peggiorati nella seconda. Sembrano una caricatura di loro stessi nella serie precedente. C'è il secchione, Bruno Barbieri, sempre pronto a mettere i puntini sulle "i" ai piatti da giudicare, ma mai disponibile a regalare anche mezzo consiglio ai concorrenti e a noi casalinghe, che con le nostre tvsintonizzate sul canale regaliamo l'appellativo di «vip» ai "tre maestri della cucina". Solo per questo meriteremmo anche mezzo di uno dei loro segreti culinari. Non dite?
Carlo Cracco, il bello e dannato della cucina, se vivesse a Roma sarebbe «Er Polemica»,a MasterChef non giudica, ma aggredisce gli aspiranti chef, per carità, con sarcasmo, ma il risultatoper noi da casa è uno stucchevole copione usato come metro di giudizio. Infine JoeBastianich, in senso lato rappresenta la «simpatia» nel Trio e nella cucinadi Sky Uno ha portato la sua internazionalità.Per farsi ricordare dal pubblico è ricorso al lancio degli spaghetti, amorevolmente preparatida un concorrente, ad appellativi forti per cibi poco cotti, abbinamenti azzardati e molto altro...il tutto in una teatralità molto americana, ma decisamente pacchiana in Italia!
Trilli
Le persone presuntuose non mi sono mai state simpatiche, ma Cristina Parodi, con il suo Cristina Parodi Live su La7, mi ha conquistato.Trovo che la sua presunzione, per altro legittima, sia allo stesso tempo la sua qualità migliore e peggiore. Cristina Parodi,infatti è brava, preparata ed elegante (in pensione me la immagino in versione first lady).Dopo i tg dell'ora di pranzo, a mio gusto troppo colorati di bunga-bunga, la guardo e finalmente vedo una tv piacevole. La sua è una trasmissione d'approfondimento d'attualità, cultura e spettacolo, senza volgarità, morbosità e banalità (quello che definisco il «trio monnezza»). Proprio l’atro giorno ne ho avuto un esempio: vedevo la puntata in cui era ospite Fabrizio Corona e, incredibilmente, la giornalista non è stata stucchevole.
I meriti di una trasmissione ben fatta non vanno solo alla conduttrice, che con i suoi vestiti accollati, garbo e cortesi, trova già un largo consenso fra il pubblico di noi donne stanche di essere rappresentate dalla tinta bionda, il botulino e forme bombastiche, ma anche alla produzione che ha saputo regalare idee. Geniale il «gruppo d’ascolto estero», formato per lo più da giornalisti internazionali, che non perdono occasione per punzecchiare gli ospiti del programma o aggiungere pepe ai dibattiti. Aprendo le porte ad altre culture La first lady Cristina si dimostra internazionale, all'avanguardia e furba.
Con questo programma la Parodi si riprende la corona della Regina dei Pomeriggi Televisivi, perché Verissimo condotto da SilviaToffanin si conferma un fake, BarbaraD'urso con il suo Pomeriggio 5è assolutamente fuori moda e La Vita in diretta ha più che mai un disperato bisogno di reinventarsi.Quindi viva Cristina Parodi e speriamo non la chiudano, visti gli ascolti striminziti che fa.
Trilli
La tv è in overdose di programmi di cucina. Sei un cuoco? Hai tempo per cucinare? Sei una massaia? Allora sei cool.Sei un amante dei Quattro salti in padella? Sei fuori! Nonostante la crisi sieda a tavola di ogni famiglia italiana, sembraproprio che l'unico vizio a cui non riusciamo a rinunciare sia proprio mangiare.Ecco spiegato il boom dei programmi di cucina.
Questa volta tocca ad Alessandro Borghese aprire le cucine di SkyUno emettersi ai fornelli. Con il suo Ale contro tutti rinuncia ai poteri dasuper-eroe-culinario (gentile omaggio del Dio tv) e si lascia sfidare dalle famiglie, accorse numerose, ognuna con il piatto forte. A giudicare tre giudici: un abbonato Sky, un appassionato di cucina e un bambino (più severo).
Il programma è la grande occasione di tutti coloro che davanti a qualsiasi trasmissionetelevisiva si sono più volte sentiti «più bravi», in possesso della ricetta migliore, delsegreto, della salsa giusta da accompagnare al piatto. A sfidare lo Chef si sono presentatele cugine romagnole con i loro tortelli, i fratelli pugliesi con le orecchiette, la famiglia turca,madre e figlia cinesi con i loro sprig-rolls e...non tutte sono tornate a casa sconfitte.
Giusto l'orario della messa in onda del programma: 19.45, mentre l'acqua bolle mi godo la sfida,ispiro la mia creatività per il pranzo di domani e se mi sono persa qualche puntata in soccorso arriva Cielo (domenica alle 18.30).Ale contro tutti, seppur sia una programma di cucina, ha il pregio a differenza di molti altri dinon aver rinunciato all'originalità. La sfida fra Borghese e le famiglie, il bambino come giudice,la musica usata non come sottofondo, ma in abbinamento al piatto cucinato, rendono la cucina di SkyUno meno stucchevole di tante altre.Peccato per lo studio che è un po’ cheap, rispecchia poco la personalità di Borghese, uno chef allegro,con passioni ben definite. Fossi stata in Sky le avrei sfruttate per una scenografia costruita ad hoc sul personaggio.Insomma, mi sarei dedicata più alla scelta dei dettagli, d’altronde si sa il pubblico pagante è il più esigente.
Trilli
Pechino Express, il giovedì sera si schianta e io il sabato pomeriggio lo salvo. L’adventure reality di Rai2 già festeggia la conferma della la seconda edizione, prevista per il prossimo anno. Doppio party invece a casa Savoia: oltre alla buona riuscita della trasmissione, si celebra anche la fine della carriera da valletto di Emanuele Filiberto. Il programma racconta le avventure di 10 coppie vip e non vip che con un budget di soli due euro al giorno devono attraversare tre paesi: India, Nepal e Cina. In quei luoghi mistici a narrarci le difficoltà dei concorrenti ad arrivare per primi ai vari traguardi decisi dalla produzione, ottenere l'ospitalità delle popolazioni locali e abituarsi alle usanze locali, c’è Emanuele Filiberto di Savoia.
In gara sono rimaste la coppia di attori, Barbara Villa e Alessandro Sampaoli, i miei preferiti (forse perché i più umani). Lei, ricorda le mamme-sprint-italiane, la grinta è la sua forza e il suo difetto, quando ne mette troppa però rischia di dimenticarsi che ha un compagno in squadra e lui giustamente non ci sta. Andres Gil e Anastasia Kuzumina, la coppia vincitrice dell'ultima edizione di Ballando con le Stelle, nel loro zaino hanno messo solo «la voglia di vincere», mentre la personalità, se c'è, è rimasta a Fiumicino. Simone Rugiadi e Malvina Seferi, lo Chef noto grazie alla tv e la sua fidanzata, sono la testimonianza che nella vita il fattore C o C**O conta parecchio. Lui cerca un compagno/a con cui partire per questa indimenticabile avventura, lei tre settimane prima si trova «al momento giusto nel posto giusto», si piacciono e partono. Devo dire che i loro battibecchi, gelosie, incomprensioni animano il programma. Ha proprio detto C**O a tutti!
Costantino della Gherardesca e il nipote Barù sono i nobili del programma, ma non per questo i più viziati anzi, nonostante i capricci di Costantino è la coppia che a mio avviso meglio s’integrerà con gli usi e i costumi dei popoli a cui faranno visita. Commovente è stata la notte trascorsa dai due in una casa famiglia nepalese, vederli giocare, leggere, scrivere con i bambini di questa anomala famiglia è stato un momento molto dolce. Infine abbiamo Antonio e Marco Pizza, padre e figlio non vip, il loro rapporto conflittuale non gli bastava e quindi hanno fatto di tutto, tra l'altro riuscendoci, per inimicarsi gli altri concorrenti. Mi unisco.
A Pechino Express è concesso il vanto di essere fin ora il vero programma innovativo del palinsesto invernale. Le grandi novità sono un reality on the road fatto, quindi di imprevisti e probabilità che colorano l'avventura, una scenografia unica che è la quotidianità di popolazioni lontane, la curiosità umana, a mio avviso la sesta coppia in gara, nonché la vincente, la mancanza di uno studio televisivo dove parcheggiare improbabili ospiti e un conduttore utile il giusto. Chissà che non mi presenti ai casting per la prossima edizione… fidanzato permettendo.
Trilli
Il mio inverno inizia quando in agenda, fra gli appuntamenti, segno i miei programmi televisivi preferiti. E quindi giovedi sera: XFactor. Per ora mi accontento dei provini, bastano per "prenotarmi" la serata in compagnia del divano, pizza e amici. Le prime immagini SkyUno le omaggia alle migliaia di persone che anche quest'anno hanno deciso di presentarsi alle selezioni ospitate dalle più importanti città italiane. Sul palco di XFactor sono pronti a salire tutti: improbabili cantanti come Avetik, «una voce bianca incompresa», la colf di mezza età stufa di usare il Viakal come microfono, la "casalinga di voghera" stanca di farsi dare della fallita dal marito, solo perché non ha il coraggio di affrontare un provino, la cyber-cantante una star sul web abile a fare di Youtube il suo palco, il ragazzo abruzzese incoraggiato da una voce simile a quella di Freddy Mercury (il suo idolo), ma quando salirà sul palco scoprirà di essere stato vittima di "bullismo" da parte dei suoi amici, Miss Italia, bella, ma la sua voce non ammalia quanto la sua bellezza e poi Morgan non è più single.
A giudicarli i giudici. I fantastici quattro. I Prescelti. Coloro che hanno la fortuna di sedere sulla sedia più invidiata dai loro colleghi. Arisa, "la novellina", nonostante la sua sia la (sola) seconda volta come giudice di XFactor, non per questo è disposta a fare "pippa", come suggerirebbe il suo cognome. Già dall'anno scorso è la gatta da pelare della Ventura, con abilità infatti è riuscita a creare una velata rivalità con Simona, con cui si diverte a battibeccare. La premio per il suo coraggio, per la cortesia nei giudizi anche in quelli brutti, non mi piace invece quando difende "la musica popolare" per partito preso, solo perché ha fatto Sanremo non si deve sentir chiamata in causa a difendere la categoria ogni qual volta salga sul palco qualcuno a cui piace altra musica. O no? Il pubblico che guarda XFactor è più eterogeneo di quanto si creda, qua non siamo mica su Rai1.
Morgan è "il monello", il pepe del programma, con i suoi giudizi per lo più impopolari anima il pubblico, regala ilarità, si contrappone alla figura di Elio, che rappresenta la saggezza. Trovo curioso, nonché astuto, il suo modo di fare il giudice: appare diplomatico e non sbraccia mai per farsi aprire il microfono, spesso però le sorti degli aspiranti cantanti dipendono dal suo giudizio. È geniale, ecco cosa ha in più di Morgan.
E poi c'è lei, la regina Simona, la corona se l'è fatta tatuare dietro il collo, non se l'è sentita di indossarla, il rischio che da un giorno a l'altro le potesse cadere è un prezzo troppo alto. La Ventura a XFactor è un’istituzione, si può dire che il programma ha sviluppato il suo carattere con lei e quando l'avevano sostituita il talent si era annacquato. Peccato che quest'anno i pregiudizi abbiano bussato alla sua porta e lei li abbia fatti entrare: è più credibile come giudice quando è obiettiva. Solo perché una ragazza scelga di presentarsi a un provino parrucchierata, truccata e magari il giorno prima le sia capitato tra le mani Vogue, non vuol dire che «si senta arrivata» o tanto meno non abbia una bella voce. Alla fine lo dice sempre anche lei: «Qui cerchiamo una pop-star». E allora ben vengano anche i “baracconi”.
Trilli
Le sorprese ce le regala solo la crisi. Anche quest'anno la tv delsabato sera ha per protagonista la sfida De Filippi vs Clerici. Il prestigio della prima serata è stato soffocato dalla caparbietà di queste due "Signore della tv italiana", ostinate da anni a battersi per il controllo della curva degli ascolti nella serata dedicata alle famiglie. I format con cui si sfidano sono sempre gli stessi Ti lascio una canzone, capitanato da Antonellina Clerici e C'è posta per te ideato e prodotto dalla "tuttofare" Maria De Filippi. D'altronde, squadra che vince, non si cambia. Alle famiglie, abituate dalla crisi alle rinunce, non rimane che rassegnarsi allo zapping e assecondare il volere delle "Supreme".
Io invece, fresca di tinta rossa come l'eroina Brave, non ci sto e a voce alta dico: «Che noia!» . Dov'è la novità in un programma condotto dalla stessa conduttrice per sei edizioni? Forse nei giudici? Ci credo poco. Massimiliano Pani fa il bello, Cecilia Gasdias è l'esperta anche se in gara nella sua materia c'è una sola coppia e Pupo, l'uomo che ha offerto al mondo più gelati al cioccolato, a gran sorpresa è il “cattivo” del gruppo. Decisamente tutto poco credibile e noi da casa poco sorpresi e molto annoiati.
Lo zapping mi fa scivolare su Maria, la mia stima per una conduttrice che ha saputo suggerire un modo di fare tv diverso è immutabile, ma la mia pazienza ha un limite. Abbiamo pianto per tutti i tipi di tragedie immaginabili, il pubblico in studio con il suo vociare ha cercato di salvare più matrimoni,fidanzamenti, relazioni extra-coniugali, che uno psicologo. Per carità abbiamo anche gioito complice la bellezza di Gabriel Garko, la simpatia di Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, la sensualità di Manuela Arcuri e di molti altri, invitarli però in ogni edizione li ha resi stucchevoli.A questo punto mi sorprenderebbe solo se uno di loro sabato sera mi citofonasse. Insomma,care Supreme, la scommessa non è aggiudicarsi quel punto dello share che vi divide, ma inventarvi un format nuovo.
Trilli
Che sollievo la sera, dopo il lavoro, non ospitare più la D'Urso nelmio salotto. Finalmente dopo il successo della prima edizione ètornato Paolo Bonolis con il suo Avanti un altro (18.50 Canale 5).Anche in questa edizione il mattatore Paolo sarà accompagnato dalcollega e amico Luca Laurenti, la spalla perfetta. A interagirecon il gioco ci sarà il cosiddetto «mini-mondo», ovvero un piccolo castfisso di personaggi curiosi dalle capacità discutibili, a cui Paolo ha deciso di dare una possibilità nel mondo dello spettacolo, assumendoli a tempo determinato. I concorrenti, in fila indiana, sono chiamati arispondere a varie domande di cultura generale e, in caso di rispostasbagliata, si succedono uno via l'altro. Il concorrente che vince lapossibilità di giocare al gioco finale dovrà rispondere a 21 domandein pochi secondi per aggiudicarsi il montepremi.
Il format, tuttoitaliano, è sicuramente vincente come attestano gli ascolti della
scorsa stagione, ma quello che a me piace è lo spirito allegro,grottesco, bizzarro, quasi pasoliniano che invade il mio salotto nonappena mi sintonizzo sul programma. Il classico «concorrente da quiz» teso, timido e abituato a essere il primo della classe è stato sostituito con la ciacionaesperta in zapping, che con la solasimpatia prova a vincere il montepremi.
Alla tensione preferisco il concorrenteSig. Porcu, che con la sua simpatia, oltre che bravura, si è messoin gioco, ha scherzato con Paolo sul suo cognome, con la Bonas,personaggio del mini-mondo che impersona una sexy-barbie e anchedurante il gioco finale non ha perso il sorriso....perché in fondo èun gioco!
Trilli
L'estate da sempre mi regala leggerezza, mi fa sognare, mi rende «femmina».
Questo spiega la mia overdose estiva di programmi sul matrimonio e abiti da sposa di tutte le taglie.Il mio complice: Real Time. Programma preferito: Quattro Matrimoni (inonda tutti i venerdì alle 21.10). Quattro spose accettano la sfida dicompetere sull'evento forse più importante della loro vita: ilmatrimonio. Ogni sposa verrà invitata al matrimonio delle altre tre edovrà esprimere un voto sull'abito, il banchetto, la location e il ricevimento delle sue rivali.
Le promesse spose sono disposte a tuttopur di aggiudicarsi il premio in palio: un lussuoso viaggio di nozze.Pochi minuti di questo curioso reality e vi troverete nel regnodell'invidia, del cattivo gusto ma anche della creatività. Senza alcun imbarazzo sarete anche voi invitati a un matrimonio in uno zoo, vi ritroverete a un party pagano, perderete il conto degli abiti rossi dasposa e delle cravatte più kitch... e se pensate che i giudici di XFactor o di MasterChef siano i più cattivi in circolazione siate pronti a ricredervi perché le quattro concorrenti sono pronte a mentire,sabotare i matrimoni altrui e si cibano solo di «pane&acidità».
Peccatoche il programma sia girato all'estero, sarebbe bello vedere le spose
nostrane sfidarsi anche solo per ammirare l'unica volta in cui, sono sicura, suocera e sposa diventerebbero complici.
Il palinsesto Rai va in vacanza (da tempo), ma Licia Colò non abbandona gli italiani. Da luglio ogni domenica sera su Rai3 la bella e brava conduttrice ci tiene compagnia con Kilimangiaro - Gli incontri ravvicinati di Licia Colò, il programma di documentari e viaggi spin off del più longevo Alle Falde del Kilimangiaro,in onda in inverno. La biondissima Licia accompagna gli spettatori alla scoperta di mete insolite, località da sogno in giro per il mondo e nella nostra penisola, suggerisce itinerari meno battuti dai turisti e forse più affascinanti, racconta culture e abitudini diverse dalle nostre. Quest'anno il programma è arricchito, in ogni puntata, dalla presenza in studio di cuochi professionisti, gourmet e critici gastronomici che, settimana dopo settimana, sveleranno e spiegheranno la storia, le peculiarità e i segreti della cucina dei vari Paesi del mondo.
Ma la vera novità è la presenza in studio di un ospite, insieme al quale la conduttrice ne ripercorrerà la carriera artistica magari estera, la passione per i viaggi, per un paese o una cultura. Licia Colò non è solo una conduttrice televisiva incaricata da Mamma Rai di farci trascorrere una piacevole serata estiva, è il Marco Polo de noantri, a lei noi italiani affidiamo la nostra immaginazione sulle vacanze estive, la nostra finestra sul mondo, le nostre fantasie sul «mollo tutto e mi trasferisco all'estero». Il garbo e la professionalità della conduttrice sommato ai documentari di viaggio ben fatti (forse poco wild) garantiscono un risultato eccellente. Unica pecca il cattivo gusto dei vestiti della Colò, che non si arrende neanche davanti al divano a forma di foglia gigante dove l'ospite è invitato a sedersi (il cachet pattuito è il costo del suo coraggio!).
Un suggerimento: sarebbe bello vedere più spesso la conduttrice in versione on the road, potrebbe sfruttare il suo status di mamma per suggerire ai telespettatori vacanze ad hoc per i bambini. Insomma, anche se il successo del programma è inarrestabile da quasi 15 anni questo non vuol dire che non bisogna reinventarsi.
Trilli
Ma come ti vesti?(su Real Time) promette di «salvare il mondo» dal cattivo gusto, peccato che al peggio non ci sia mai fine.Il programma, condotto dall'esuberante coppia Enzo MiccioeCarla Gozzi, va a caccia di concorrenti disposti a barattare il guardaroba in cambio di un posto nel bramato Eden dei ben vestiti. Una volta scelta la vittima e il guardaroba da sacrificare, i conduttori le consigliano quali indumenti indossare per valorizzare i propri pregi, nascondere i difetti e cosa sia assolutamente vietato comprare. Fatto tesoro dei preziosi consigli dei due esperti di immagine, tocca alla concorrente con un buono da 1.500 euro dimostrare di avere appreso le basi dello stile. Ovviamente fallirà. Ora la scena è tutta di Enzo e Carla, che abbandoneranno le chiacchere per dimostrarci come e dove scovare il buon gusto.
Ebbene, fin qui regna il panta rei, ma dopo tutti i miei dubbi trovano conferma. Perché un uomo vestito con un completo principe di Galles rosa accompagnato a una graziosa signora platinata vestita di sole gonne al ginocchio (dimenticando sbadatamente che al regno dei non troppo alti non tutto è concesso) dovrebbero conoscere la via del buon gusto? Perché affidarsi a una coppia glamour quanto un festa in maschera? Come potranno aiutare la vittima a vestirsi in maniera adeguata? Loro che il look jeans-ballerina-magliettabianca lo ripudiano, loro che hanno dimenticato l'eleganza del solo tubino nero di Audrey Hepburn, loro che credono nel Dio accessorio e non nella celebre frase di Coco Chanel:«Togli sempre qualcosa prima di uscire».
E allora, ecco la coraggiosa concorrente davanti allo specchio affiancata dai due esperti pronta a indossare in un solo cambio tutte le tonalità di verde disponibile nella scala dei colori e poi, come un abete a natale ha le sue palline, ricoprirla di qualsiasi accessorio cintura, portaocchiali, scialle, sciarpa, foulard, collane, bracciali...e molto altro magari di un bel colore a contrasto. Il risultato «pugno in un occhio» è garantito e la povera malcapitata da un look sciatto (aggettivo preferito dalla Gozzi), ma comodo, è costretta d'ora in poi ad andare in ufficio mascherata da venditrice natalizia ambulante, nella verde speranza di aver acquistato anche l'accessorio del buongusto.
Enzo e Carla non si limitano a regalare alle malcapitate i segreti per poter acquistare un tubino a fiori, una cinta larga a vita alta gialla, una borsa fuxia o con una cinesina ricamata sopra, sono pronti anche regalare un trucco&parrucco nuovo.Il privilegio di vedere per primi la trasformazione messa in atto dai due esperti è per gli amici e i famigliari della concorrente, che fra stupore e imbarazzo ringraziano Enzo e Carla per la «nuova maschera».
Trilli
Lory Del Santofinalmente si pettina e debutta come conduttrice su Cielo.Conclude così all'età di 52 anni la sua gavetta di valletta-opinionista e si lancia in questa nuova avventura: Missione Seduzione (Cielo tv, dal lunedì al venerdì alle 16.30), come già anticipato da TVZOOM. La leggenda narra che il format del programma televisivo in questione sia stato ideato dalla bella conduttrice e lasciato scivolare su una scrivania Endemol in occasione di una visita fortuita della soubrette presso gli uffici della nota casa di produzione, per firmare un contratto come ospite di un altro programma.
Missione Seduzioneraccoglie i segreti e consigli di una donna dall’indiscusso successo maschile, come Lory Del Santo (a testimonianza di quanto dico, vi ricordo le sueliaison con Eric Clapton, Khasoggi, il tennista Richard Krajicek, Gianfranco Vissani, Valerio Merola, Amedeo Goria...). In ogni puntata l'affascinante conduttrice aiuterà con le sue lezioni di seduzione una donna a conquistare l'uomo dei suoi sogni.
Il format prevede una prima fase, «La prova del 3», in cui ogni concorrente uscirà con tre uomini e al termine di questo speed date Lory mostrerà alle donne che si sono messe in gioco i giudizi e commenti dei tre uomini. Sulla base di ciò, la Del Santo stilerà i punti della sua terapia, che cambierà da donna a donna, inserendovi consigli di portamento, make up e ovviamente seduzione. Il programma si conclude con una prova finale per le concorrenti ormai valorizzate esteticamente e accessoriate di qualsiasi arma seduttiva.
Cosa mi piace: l'idea da cui nasce il format, la piega di Lory del Santo, i valletti bonazzi che affiancano la bella conduttrice nelle sue lezioni di seduzione, la presenza di esperti come la personnel consultant, il visagista, la stylist.
Cosa non mi piace: le lezioni di seduzione della Del Santo, le sue perle di saggezza «se una donna non ha mai bevuto Champagne o è astemia o cercate-de-meglio», «una donna non deve mai svelare la propria età» e «mai vendersi peggio di quello che è».Non sono d'accordo, una donna che non sa prendersi in giro è un’insicura e poi meglio stupire gli uomini che farli vivere in un eterno e stucchevole mistero. Ancora: «Bisogna capire chi sono gli uomini, chi potrebbero essere?Perché l'uomo è evoluzione e quindi chiediamoci: quest'uomo lavora? Ha i soldi? Chi potrebbe diventare?», dice convinta la conduttrice.No comment, pensavo che le donne fossero libere.E infine:«la seduzione è l'arte di saper incontrare con le parole», ma se non ricordo male l'ultimo affare della Del Santo è stato un giovanotto,Rocco Pietrantonio, con cui si è lasciata in più studi televisivi.Ripensandoci, forse, preferisco tacere.
Trilli
Bisogna ammetterlo: in estate la domenica in città sul divano ha il suo fascino (o almeno la mia).Il mio salotto, grazie all'aria condizionata si trasforma in una grotta ombrosa e fresca, dove l'unico bagliore di luce concessa è quello che viene dalla tv accesa. Non occorre che mi lavi, mi vesta e tanto meno mi cucini: è il pigiama-day. Sul pavimento svuoto lo scaffale degli snack, mi assicuro che in frigo ci sia la mia Coca-Light ghiacciata e inizio la mia gloriosa giornata.
Dopo ore e ore di zapping (tradotte in repliche di programmi tv, film dossier, vecchi film, telefilm...) mi soffermo su L’Italia che non sai (Rai1 16.35 ogni domenica). Il nuovo programma itinerante di mammaRai è condotto da un trio femminile di curiosa provenienza: Claudia Andreatti, ex Miss Italia, invitata a Meteore d'inverno,in estate fa la conduttrice Rai (nel cast di Uno Mattina Estate Week-End fino all'anno scorso); Enrica Sarantini, concorrente dell'edizione del Grande Fratello di quest'anno, è al suo debutto come presentatrice, l'appellativo di ex- gieffina cominciava a starle stretto; Natalia Borges, la bella.
L'idea è far girare le nostre Charlie'sAngels a bordo di un fuoristrada alla scoperta di bellezze e tradizioni nostrane in un clima giovanile, glamour e dinamico. Lo spunto è Donnavventura, il docu-reality di Rete4, dove un team di giovani ragazze, scelte dopo un'accurata selezione in base alle loro abilità affini all'avventura, parte per un viaggio on the road alla scoperta di un uno o più Paesi del mondo. E così il nostro trio, armato della migliore tecnologia innovativa, l'iPad, a piazza Mazzini è salito a bordo del fiammante fuoristrada messo a disposizione dalla Rai. Ha percorso la Via Tuscolana e dopo qualche avventuroso minuto di viaggio è arrivata a destinazione (niente autostrada, troppo hardcore per la prima puntata).
«Benvenuti a L'italia che non sai oggi scopriamo insieme...Frascati»… non me ne voglia nessuno, ma me state a pijà 'n giro?In men che non si dica mi ritrovo al Sabato Del Villaggio: la porchetta, il fornaio che cucina il famoso pane della zona, Claudio l'amico ristoratore di Fellini, il parco divertimenti per famiglie poco
lontanoe il mio salotto si riempie di malinconia, mi manca Davide Mengacci.
I miei dubbi prima della messa in onda erano tutti per la conduzione, ma dopo aver visto le idee originali degli autori (sempre che ci siano) non posso che salvare queste giovani donne devote al martirio.Piuttosto apprezzo lo sforzo di Rai1 di regalare ai suoi telespettatori domenicali un programma nuovo, ma dovrebbero imparare anche davanti a una buona idea a dire «no grazie», se non ci sono i soldi e tanto altro. Perché la nostra pazienza ha un limite: i soldi del canone.
Trilli
Una cosa bella nella miseria dei palinsesti estivil’ho trovata:Supercinema, il rotocalco d'informazione di Mediaset a cura di Antonello Sarno, in onda da marzo ogni venerdì su Canale 5 in seconda serata.Antonello Sarno, a me caro quanto i suoi collegamenti a Studio Aperto,intervista i protagonisti del cinema italiano.Nell’ultima puntata c’erano Stefania Sandrelli, Raul Bova, Alessandro GassmaneAmbra Angiolini, poi i backstage dei set cinematografici più importanti, i retroscena,i pettegolezzi e le anticipazioni. Senza studio, con tutti i servizi realizzati sul campo: il grande schermo. Torna quindidopo molti anni di assenza l'informazione cinematografica.
Alcune chicche: i sorprendenti provini di grandi attori al Centrosperimentale di Cinematografia Italiano. Ho ammirato Domenico Modugnoalle prese con il racconto di una barzelletta: sperava di poter essereammesso al corso di recitazione del centro, ma per nostra fortuna il destinoscelse di farlo cantare.Ho ascoltato l'interpretazione di una certaRaffaella Pelloni, graziosa quanto il suo accento romagnolo, era la Carràalle prime armi. Non manca certo l’attualità e così Antonello ci racconta la morte diWhitney Houston, i dieci anni dalla scomparsa di Alberto Sordi, il giallo sulla morte di Marilyn Monroe e, per esempio, l’intervista esclusiva all’ergastolano Aniello Arena, protagonista di Reality, il film di Matteo Garrone premiato a Cannes.
Cosa mi piace? La semplicità dell’idea, del linguaggio, delle immagini. È un cinema spiegato agli adulti in una classe delle elementari. Dovenon c'è posto per i critici snob, il cinema impegnato e i fan di Nanni Moretti, ma solo per alunni scettici innamorati della tv che sbirciano grazie aSupercinema cosa succede sul grande schermo. È così che con mio grande piacere da qualche mese noi spettatori, oltre alla dose quotidiana di tette&culi, abbiamo vinto un po’ di “semplice” cinema.
Trilli
Una cosa bella nella miseria dei palinsesti estivil’ho trovata:Supercinema, il rotocalco d'informazione di Mediaset a cura di Antonello Sarno, in onda da marzo ogni venerdì su Canale 5 in seconda serata.Antonello Sarno, a me caro quanto i suoi collegamenti a Studio Aperto,intervista i protagonisti del cinema italiano.Nell’ultima puntata c’erano Stefania Sandrelli, Raul Bova, Alessandro GassmaneAmbra Angiolini, poi i backstage dei set cinematografici più importanti, i retroscena,i pettegolezzi e le anticipazioni. Senza studio, con tutti i servizi realizzati sul campo: il grande schermo. Torna quindidopo molti anni di assenza l'informazione cinematografica.
Alcune chicche: i sorprendenti provini di grandi attori al Centrosperimentale di Cinematografia Italiano. Ho ammirato Domenico Modugnoalle prese con il racconto di una barzelletta: sperava di poter essereammesso al corso di recitazione del centro, ma per nostra fortuna il destinoscelse di farlo cantare.Ho ascoltato l'interpretazione di una certaRaffaella Pelloni, graziosa quanto il suo accento romagnolo, era la Carràalle prime armi. Non manca certo l’attualità e così Antonello ci racconta la morte diWhitney Houston, i dieci anni dalla scomparsa di Alberto Sordi, il giallo sulla morte di Marilyn Monroe e, per esempio, l’intervista esclusiva all’ergastolano Aniello Arena, protagonista di Reality, il film di Matteo Garrone premiato a Cannes.
Cosa mi piace? La semplicità dell’idea, del linguaggio, delle immagini. È un cinema spiegato agli adulti in una classe delle elementari. Dovenon c'è posto per i critici snob, il cinema impegnato e i fan di Nanni Moretti, ma solo per alunni scettici innamorati della tv che sbirciano grazie aSupercinema cosa succede sul grande schermo. È così che con mio grande piacere da qualche mese noi spettatori, oltre alla dose quotidiana di tette&culi, abbiamo vinto un po’ di “semplice” cinema.
Trilli
Lo zapping forzato di questi noiosi giorni estivi mi ha fatto conoscere Reparto Maternità (Cielo, dal lunedì al venerdì alle 10). Questa docu-soap italiana racconta le commoventi ed emozionanti vicende dei Reparti di maternità italiani. La protagonista assoluta del programma è la vita che nasce insieme alle storie toccanti delle donne che diventano mamme, dei medici e degli infermieri che le assistono in questo momento unico.
E così ho scoperto che Maria De Filippi, la mia causa più frequente di lacrime, è una dilettante. Non c'è infatti nessuna carrambata a C'è posta per te né tanto meno finale di Amici che possa lontanamente farti commuovere come una mamma che dà alla luce il suo bambino. La visione del programma è consigliata con fazzoletti a portata di mano e senza vostra madre vicino, altrimenti passerete tutta la puntata con lei che vi ripeterà come un disco rotto: «Fai un figlio», oppure «Fanne un altro», fino a costringervi a cambiare canale.
Il telegiornale in questi casi è l'unico che vi può salvare, distrae sempre. Ogni puntata racconta un parto cesareo e uno naturale, le storie di queste future mamme, le loro paure, la felicità del primo sguardo fra una madre e un figlio, l'imbarazzo dei padri, la complicità della partoriente con le ostetriche impegnate in un rito antico quanto l'umanità, la saggezza del ginecologo, i tramezzini come pranzo di Natale dei medici di turno in ospedale, i parenti ingombranti, i regali...
Va elogiata la bravura degli autori, che sono riusciti a sviluppare un programma semplice quanto lo è la sua idea di base: la nascita. Senza mai essere volgare, senza mai esasperare il dolore o la felicità, senza mai offendere il pudore di un momento intimo come il parto, senza mai oltrepassare il limite della moderazione.
Insomma, per chi è a caccia di emozioni forti, altro che quarta stagione di Prison Break, Saw, L'enigmista o la finale di Veline, qui c’è la vita vera.
Trilli
Nella valle di lacrime che ci regala il palinsesto estivo della tv generalista, l'unico programma che mi accenna un sorriso è Veline, il talent show meno talent d'Italia. Antonio Ricci, dopo quattro anni licenzia le veline Costanza Carracciolo e Federica Nargi e indice un concorso. In palio un contratto a tempo determinato, un ottimo stipendio, un fidanzato calciatore, una vacanza a Formentera fuori stagione, un paparazzo alle calcagna e un trucco&parrucco di prima qualità.
È ovvio che in tempo di crisi ad accorrere siano numerose. A far gli onori di casa è il papà di tutte le Veline, Ezio Greggio, il conduttore ogni sera (in access prime time al posto di Striscia la notizia) presenta al caloroso pubblico di una località italiana, come fosse una festa di paese, un gruppo di aspiranti Veline more o bionde. Le giovani sul palco, oltre alla loro bellezza, più volte discutibile, devono dimostrare di avere quel tanto di talento che le permetta di essere degne degli studi di Cologno Monzese. E quindi ecco le ragazze cimentarsi in prove di abilità come recitare una poesia, fare una caricatura, gonfiare più palloncini possibili in pochi secondi, raccontare una barzelletta... il mestiere del presentatore le leva dall'imbarazzo il più delle volte.
L'aspirante Velina di oggi è una ragazza consapevole della sua bellezza, appariscente, non le basta laurearsi, non necessariamente italiana (la disoccupazione è un problema europeo) è così ufficialmente finita l'epoca della ragazza della porta accanto, iscritta al concorso «a sua insaputa» dalla mamma o dalla cugina, fissata con il luccicante mondo della televisione. Pochi ma buoni giornalisti giudicano le aspiranti veline e decidono la vincitrice. Andremo avanti così per tutta l'estate, finché a settembre non avremo la super sfida. Da me attesa quanto la finale di Miss Italia.
Auguro alle concorrenti, ma anche a tutti noi, che l'edizione di quest'anno si ispiri al film La rivincita delle bionde, dopo anni di strapotere carismatico delle more (vedi il successo di Elisabetta Canalis e Melissa Satta) abbiamo voglia di novità, quindi: care ragazze dateci sotto con l'acqua ossigenata!
Trilli
In questi lunghi e caldi pomeriggi pre-estivi, a farsi largo fra telefim, vecchie serie tv e film dossier c'è anche Alessandra Viero, con una versione nuova e aggiornata di Pomeriggio 5. Dopo nove mesi di lavoro Barbara D'Urso va in vacanza e Mediaset rischia tutto: schiera in campo la gavetta. Alessandra Viero non è nessuno, se non una graziosa giornalista di 30 anni al debutto su Canale 5, dopo aver lavorato in alcune emittenti locali, Tgcom e Tg4.
Lunedì la giovane conduttrice, all'accendersi della luce rossa, si è presentata al pubblico di casalinghe come farebbe una figlia ben educata di una nostra vicina. Con garbo e semplicità ha affrontato temi di attualità, cronaca nera e problemi sociali, dimostrando che Canale 5 si può guardare anche di pomeriggio e senza che il nostro salotto diventi un’arena o una fermata della metro per gieffini in disuso e pupazzi improbabili. Finalmente ho visto la «tv di cortesia», ne avevo sentito parlare, ma se ne erano perse completamente le tracce. Si tratta di un approfondimento giornalistico del telegiornale di mezzogiorno, che con servizi e collegamenti di qualità ci ha racconta come vivono i terremotati emiliani, chi sono gli stalker, come difenderci da loro e molto altro.
Peccato che tutto questo abbia un tempo e un prezzo: il programma è in palinsesto solo per un mese e il prezzo da pagare sono nove mesi di pomeriggi con Barbara D'Urso. Ora, insieme a voi mi chiedo: è possibile che solo l'afa sia in grado di abbattere monumenti televisivi come la D'Urso? Io credo che la tv di Barbarella sia arrivata al capolinea. Abbiamo voglia di sobrietà, volti anonimi, ma autentici nella loro professionalità e più dottoresse Giò. Voi di Cologno, ascoltateci.
Trilli
I miei amici me l’hanno sempre detto: «Sei una femmina anomala». Einfatti.Non sono una compratrice compulsiva di scarpe, ho scoperto lo shopping online da una settimana, non porto mai i tacchi di giorno e il mio look preferito è il casual, anzi, per esser precisi la tuta, non in versione sportiva, ma casalinga.Effetto pigiama, per intenderci. Ma adoro truccarmi. La profumeria è il mio tallone d'Achille, la mia altra metà della mela (comunicazione di servizio per il mio fidanzato: «Si fa per dire...»), davanti alle commesse mi sciolgo, mi relaziono con loro solo con frasi del tipo «questo lo compro» e non faccio quasi mai domande, non ho bisogno di essere convinta, sono già nel mio paradiso!
Ora immaginate la mia reazione da quando ho scoperto che anche la tv si occupa di trucco: sono impazzita e il mio MySky ha dovuto adeguarsi. Registro i miei programmi preferiti e la sera, dopo il Tg, al posto del gioco dei pacchi (di cui non se ne può più, ma questa è un 'altra storia) mi godo la mia
passione on tv.Real time, per la sua trasmissione dedicata al mondo dei trucchi, ha scelto la pioniera del genere sul web, la regina di Youtube in materia: Clio. Il programma Clio Make-upriprende il successo telematico di questa giovane donna, che con i suoi video-tutorial ci ha insegnato atruccarci e non a mascherarci. In ogni puntata Clio ospita una donna che ha voglia di conoscere i segreti del trucco per valorizzarsi o per mimetizzare alcuni piccoli difetti estetici. Come gli occhi all'ingiù,il naso a patata, le occhiaie...insomma, ci suggerisce una valida, creativa ed economica alternativa alla chirurgia. Cosa mi piace del programma: l'ispezione di Clio della trousse dell'ospite, la cortesia dellapresentatrice, i temi delle puntate, utili, precisi, didattici.Cosa non mi piace: i colori scelti da Clio per truccare le ospiti.Trovo poco credibile che una donna agé possa usare l'eyeliner viola, o che l'ombretto blu possa essere una soluzione per un trucco da giorno, peccato che non vengano mostrate le marche dei prodotti usati.Chi, come me, si trucca sa che i rossetti rossinon sono tutti uguali.Poi non amo il momento dedicato al beauty, dove vengono dati suggerimenti su come farsi da sole un’ottima mascheraper il viso o una soluzione per le cuticole è un po’ «arrangiato», potevano far finire il programma prima: mi vedo la pubblicità dell'Omino Biancopiù volentieri.
Ad accontentare le mie lamentele ci ha però pensato Mediaset, con il suo Che trucco!su La5.La padrona di casa è Tamara Donà, conduttrice garbata nota nel suo piccolo per essere sempre stata un'attenta curatrice del suo look, make-up compreso.L'idea madre è la stessa: truccarsi con l'aiuto di un esperto, ma qui il programma assume più credibilità, poiché in ogni puntata si è ospiti nella maison di una grande casa di beauty, con tanto di make-up artist a disposizione, per spiegarcii segreti dei prodotti venduti nelle profumerie. Ed ecco qui che scopro come devo evitare che il mio fondotinta di Dior a metà pomeriggio decida di rendermi lucida o perché la cipria di Chanel non mi dà l'effetto sperato (devo semplicemente cambiare pennello); perché il rossetto dell'ultima pubblicità di Dior mi fa i grumi (basta stendere un buon primer prima). I temi delle puntate ci regalano consigli utili su come truccarci a ogni occasione di vita quotidiana: giornata in ufficio, cena di anniversario, nuovo colore di capelli...e soprattutto i colori usati dai professionisti sono pacati, meno televisivi, più credibili.
La morale è: sono disposta a fare più fila in profumeria, piuttosto che ritrovarmi in un futuro prossimo circondata da bambole gonfiate in fila in banca.
Trilli
Sono mesi che la tv ci bombarda con mestoli, forchette e padelle. Non so voi, ma io mi arrendo, mi metto a cucinare. Anzi, inizio. E allora basta canticchiare le Tagliatelle di nonna Pina insieme ad Antonellina. Basta soddisfare il mio senso del gusto solo con la vista. Basta gare di cucina. È ora di mettersi alla prova.
Per imparare non scelgo la regina del tv-cooking-shows appunto, Antonella Clerici, da sempre troppo impegnata ad assaggiare più che a cucinare, ma il mio telecomando va sul 7, dove trovo I menù di Benedetta Parodi. I suoi tubini, i tacchi a spillo e la sua frangetta ben pettinata svelano con imbarazzo il suo amore per necessità con la cucina. La guardo e pochi minuti dopo mi unisco anche io al grido accorato delle desperate housewives italiane: «Se ce l'ha fatta lei...», e quindi scendo in campo. Non prima però di essermi messa comoda: in grembiule.
Ora, io ammetto di non essermi impegnata nella scelta dei miei fornelli, del tavolo e della dispensa e quindi sulla carta sono assolutamente un avversario poco temibile, ma sentirmi imbattibile davanti alla cucina arancio della conduttrice mi dà l'entusiasmo giusto per cucinare una deliziosa pasta al pomodoro. Benedetta, infatti, ti regala le basi della cucina: pasta al sugo, pesto, pasta al forno, insalata di tonno, pesce al sale, filetto al pepe verde, torta marmorizzata, crostata... dopo dieci puntate però la mia sete di adrenalina ha voglia di qualcosa di più dissetante. E quindi grazie tante, ma cambio.
Per misurare la mia bravura rimango su La7, dove trovo Cuochi e Fiamme, conduce Simone Rugiadi, lo chef biondo arrivato al successo dopo il naufragio sull'Isola di Simona Ventura, un battesimo garantito. Qui giovani aspiranti cuochi si sfidano nella preparazione di quattro piatti con prove di abilità e presentazione del piatto. Ecco, mi rendo conto che quello che mi manca è la creatività.
Scelgo quindi il canale delle nuove generazioni: Real Time. Lo chef Alessandro Borghese, vestito per l'appunto inborghese (jeans e sneakers) coccolato in studio dai suoi vinili, che suonano in sottofondo musica rock, insegna a non arrendersi davanti a un frigo vuoto, soprattutto in termini di creatività. Sogno di avere un ristorante con Fuori Menù, altro programma dello Chef Borghese, e mi dico: «Manco morta». Dopo pochi istanti, infatti, realizzo: «Ma che culo si fanno in cucina?», meglio la mia sveglia la mattina presto, la mia vita sedentaria alla scrivania e soprattutto ai fornelli.
Trilli
Oggi mi sbilancio: Uomini&Donne è la mia tv-del-dopo-pranzo preferita. Bene, ora, chissenefrega delle vostre smorfie, dei pregiudizi e se è tv-spazzatura. A me «il nulla» in tv rilassa e Uomini&Donne è un modo come un altro per non-penasrci-su per un paio d'ore. Provatelo a seguire anche voi a volume basso, stesi sul vostro divano, dopo pranzo con la pancia piena. Sonnecchierete, sorriderete davanti ai look dei tronisti, sbircerete le tartarughe dei corteggiatori, riderete quando il vostro salone si trasformerà in un pollaio pieno di galline starnazzanti, conoscerete il concetto di «esterna», uno speed-date più bucolico e osserverete la riverenza verso la redazione di Maria, un’entità astratta simile al Condominio dei Fatti Vostri, a cui non si può mancare di rispetto, la punizione: l'espulsione dal programma. (Un vero dramma per i concorrenti.)
Ogni puntata è colorata dai tronisti/e rigorosamente tirati a lucido per l'occasione, sicuri del fatto loro, perché seduti su uno trono e non su un umile sgabello, resi immortali dalle serate e dai piedi di Lele Mora, a corteggiarli/e greggi di ragazzi e ragazze perlopiù bellocci/e e da quest'anno divisi in under 30 e over 30. Lo scontro generazionale anticipa l'ingresso del trash, i corteggiatori/le corteggiatrici infatti difendono il loro territorio, guadagnato grazie alle esterne con il tronista di turno, a suon di offese, minacce di probabili fidanzamenti al di fuori della roccaforte di Cinecittà, urla e qualche volta schiaffoni. A giudicarli il pubblico parlante, composto per lo più da donne, ipotetiche madri dei ragazzi protagonisti nell'arena. Complice il cinismo romano, i dibattiti che si accendono sono dei momenti di ilarità pura. Ovviamente la cultura non è in scena e Maria, la conduttrice, lo sa e se la ride sdraiata sugli scalini fra il pubblico.
Anche Uomini&Donne, come ogni programma televisivo pomeridiano che si rispetti, ha i suoi opinionisti fissi: Gianni Sperti e Tina Cipollari. Quest'ultima gode del doppio titolo è infatti opinionista ed ex-corteggiatrice. Fu la prima infatti a cimentarsi nell'antica arte del corteggiamento, vincendo un affascinante uomo di mezz'età, Roberto, e l'anello di fidanzamento in palio. Il programma ha conosciuto il suo maggior successo grazie all'ascesa al trono di Costantino Vitagliano, padre fondatore del look cafone, colui che sarà ricordato da Wikipedia per aver liberato le tute dalle palestre, ostentandole ovunque. La scelta all'epoca ricadde su Alessandra Pierelli una ragazza di provincia, affascinata dell'arte delle pinzette dell'estetista del bel giovane, la storia fu travagliata al punto giusto da essere seguita dai paparazzi e commentata persino da Maurizio Costanzo nelle sue trasmissioni. Per uomni&Donne, invece, da allora è cominciata l'epoca dei cloni. Oggi in crisi.
E allora perché non andare a spiare come si corteggiano le generazioni agè? E così da un due anni i protagonisti di un paio di puntate a settimana sono loro: gli over 50. Qui il trash lascia spazio alla tenerezza, l'entusiasmo del cuore, l'allegria. Non ci sono tronisti, gli ospiti in studio sono divisi in uomini e donne e nel rispetto delle antiche tradizioni si corteggiano con gli sguardi, dandosi del «lei» e con il ballo. Non so dirvi se qui in scena ci sia anche la cultura, ma sicuramente la galanteria sì. Anche se le stravaganze non mancano, una su tutte: Angela-Fovolosa-Cubista, la nonna che gira le discoteche d'Italia, ballando la musica house. Vi giuro, a un livello assolutamente competitivo. Cosa mi piace? Ancora non capite? La leggerezza, la frivolezza, il nulla. D’altronde ognuno ha i suoi gusti!












