RAI DUE, UNA RETE CHE NON ESISTE PIÙ

Che amarezza, che delusione. Per noi che abbiamo superato i 40 anni Rai Due è un marchio, è un ricordo, è una suggestione. Sul secondo canale, come la chiamava Arbore, sono passati programmi che hanno sperimentato, che hanno innovato, che hanno segnato un'epoca. Invece adesso vederla ridotta in questo stato ci fa male, senza identità, senza ruolo, senza una missione. Insomma, non esiste. Io penso che una rete debba avere una mission, che i telespettatori possono amare o odiare, ma devono comunque riconoscere. Per esempio, la Rai Due di Carlo Freccero l'aveva e io l'amavo, anche quella di Marano l'aveva e io la odiavo, ma comunque era una rete con una sua identità.
Invece, questa di Pasquale D'Alessandro proprio non riesco a capirla. Non me ne voglia il direttore, non lo conosco, ma mi dicono tutti che è una persona perbene e dotata di un ottimo livello culturale, ma dove vuole andare? Non vedo coerenza editoriale, non vedo una sola briciola di progettualità tesa a rafforzare il marchio. Ormai è diventata un guazzabuglio di programmi, molte volte inutili, che sembrano andare in onda solo per accontentare le quote già prefissate alle società di produzione.
Qualche esempio? Facciamo parlare i dati: Italia Coast2Coast andato in onda il 10 maggio ha totalizzato la mirabolante media di 3,19%. Eva – Lo spettacolo della scienza, in onda dal 16 aprile, ha totalizzato una media sulle quattro puntate di 4,54% di share. Ligabue sul 2, andato in onda l’8 maggio, non ha ottenuto più del 3,93%. In confronto a questi ultimi numeri, il padre di tutti i flop, Star Academy, sembra quasi un successo, andato in onda dal 29 settembre 2011 per tre puntate con la media non certo invidiabile del 5,64% (che se ci pensate bene in confronto al resto è la migliore). Non parliamo poi dei modesti risultati degli show di Teresa Mannino 7,79%, Ale e Franz 6% e i sempiterni mai esplosi Lillo e Greg che raccolgono un misero 2,52%.
Sono dati scioccanti, che testimoniano inoltre che senza un terreno fertile, senza un’esplicitazione chiara della mission della rete, qualsiasi programma naufraga. Non a caso l'unico successo è L’Isola dei Famosi, un programma che oltre all'indubbia ottima fattura dello stesso si impone perché è figlio di una gestione precedente e viene percepito come tale. Non vogliamo fare critiche fine a se stesse, in realtà ci piacerebbe pungolare D'Alessandro, affinché trovi la via e dimostri di saper fare quello per cui è stato preposto a fare, il direttore del secondo canale.
(Nella foto Pasquale D’Alessandro)
© Riproduzione riservata TVZOOM.IT
NB: Le foto presenti su TVZOOM.IT sono state in larga parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@tvzoom.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.













