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“TALE E QUALE SHOW” VINCE PERCHÉ È LEGGERO

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Sicuramente, Tale e quale show non piace a un target culturale medio alto. Ma quello non è il pubblico di riferimento di Rai Uno. Però questa volta nello spettacolo di Carlo Conti c’è qualcosa di più del solito format che mette in gara i sosia. Sono artisti, alcuni più altri meno, impegnati a entrare nella pelle di famosi (questi sì) personaggi dello scenario internazionale, con la collaborazione di una squadra di autentici maestri d’arte (trucco, voce, comportamento, costume, ballo, tratto musicale), che forse è il dato artistico più rilevante. Non è un varietà, non c’è in chiave leggera, ironica e spettacolare la rappresentazione del presente (come tentano con tanta passione, ma con poco riscontro Serena Dandini e Sabina Guzzanti su La7).

I Grandi Varietà Televisivi e come prima di loro le mitiche riviste di Garinei e Giovannini al Sistina (il Tempio dello Spettacolo Leggero) prendevano spunto per la loro narrazione dall’aria che tirava, da un aggancio con la realtà. Ci sono stati in Italia altri pesanti momenti di crisi che sono stati alleggeriti dal varietà televisivo del sabato sera. Sembra ora che noi il varietà non ce lo possiamo permettere più: in un Paese in affanno (economia in recessione e ormai il 10% di disoccupati) la televisione non ci dà più l’opportunità di staccare dai brutti pensieri di ogni giorno per sognare un domani (perché no?) più sereno. A questo davano risposta le coreografie delle 20 girls and boys, le attrazioni dai peccaminosi locali notturni di Parigi e Las Vegas, le belle canzoni e gli sfottò interpretati, in un esile trama di commedia dalla star del momento.

Star oggi non ce ne sono più e forse il moltiplicarsi delle reti e dei canali non permette alle antenne televisive investimenti adeguati alla grandiosità delle suggestioni. Ai nostri giorni solo Fiorello è capace di riproporre questo tipo di grande spettacolo e Panariello ha fatto il possibile per ricordarci che «esiste». I maligni che a suo tempo denigravano il successo popolare de I migliori anni, oggi dicono che quello a confronto con T&Q Show è puro Broadway (Antonio Dipollina). Tant’è. Però con 5 milioni 252 mila spettatori e il 21.63% di share, T&Q Show condotto da Carlo Conti su Rai Uno batte Zelig, che su Canale 5 registra soltanto 3 milioni 990 mila spettatori con quasi il 17%.

I numeri fotografano i valori d’interesse che gli spettatori hanno avuto di fronte la sera del venerdì: da una parte la corazzata di Canale 5 in crisi (dopo tanti anni non è più un cabaret, non è ancora uno spettacolo) nonostante la partecipazione talentuosa di Paola Cortellesi, che ha indubbiamente arricchito la conduzione di Claudio Bisio, dall’altra gli spericolati di Carlo Conti: Gloria Guida, Luisa Corna, Gabriele Cirilli, Fausto Leali, Enzo De Caro, Serena Autieri e i meno noti Rosalia Misseri e Danilo Brugia. Ci sono i più bravi (Cirilli, Leali, Misseri e Autieri), ma anche chi riesce meno ce la mette tutta con un’esibizione che qualcosa di personale ha, insomma, mette sul palcoscenico un po’di creatività. La si può apprezzare o meno, ma nella sfida (a volte impossibile: Gloria Guida come Raffaella Carrà, Luisa Corna come Mina, Enzo De Caro come Julio Iglesias), c’è sempre qualcosa di autentico che lo sfidante mette in campo.

L’apporto dei giudici (Christian De Sica, Loretta Goggi e Claudio Lippi), essenziale in un format di questo tipo (vedi Ballando con le Stelle dove i giudici sono delle iene), non lascia molto allo spettacolo, perché il loro giudizio è viziato dalla mancanza di coraggio di esprimere un commento artistico puntuale e quindi talvolta necessariamente non compiacente. In questo pecca anche Carlo Conti, che non capisce che in queste occasioni perde di credibilità, soggiogato dal luogo comune che tutto quello che succede in un programma tv è... bello. Il balletto di servizio non è sempre all’altezza della situazione: bello quello della Misseri per Michael Jackson, raggelante (in un cult come Rumore) quello che mette in scena Gloria Guida come Raffaella Carrà. Bravo Cirilli nel titanico tentativo di ricordarci Luciano Pavarotti, sempre ammirevole la Serena Autieri (questa volta nell’interpretazione di Antonella Ruggiero). Se si entra nel locale (cioè se si decide di vedere lo show) alla fin fine non si è entusiasti ma, comunque, si è soddisfatti di aver visto una prova d’autore (è una parola grossa, ma tiene conto del loro impegno e della loro grande fatica).

 

Mario Maffucci

 

(Nella foto il cast di Tale e Quale Show)



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