LA TV È SEMPRE PIÙ ON DEMAND E LA RAI STA PERDENDO IL TRENO

Italia Oggi, pagina 17, di Claudio Plazzotta
Tv sempre più on-demand e mobile
Crescono gli ascolti non lineari e le emittenti investono su nuove programmazioni. Rai alla finestra. Più servizi a richiesta per Sky. A maggio Premium Play sui tablet.
Il mondo politico e dei grandi gruppi televisivi a scannarsi per l'asta delle frequenze tv, le regole, i vincoli, i paletti. E poi, magari, il mondo dei telespettatori sta andando da tutta altra parte. Fanno effetto, per esempio, i numeri resi pubblici da Andrea Scrosati, vice president programming & promotions di Sky Italia: l'ultima puntata della serie tv The River, andata in onda il 19 aprile su Sky Uno, è stata vista da 862 mila persone. Ma dopo quattro giorni quello stesso contenuto aveva avuto altri 796 mila ascolti attraverso un’offerta non lineare (registrata su MySky o messa a disposizione sull'hard disk con il sistema Push vod), per un totale di 1.658.000 ascoltatori, di cui, quindi, il 48% non lineari. «Siamo quasi al 50%, e il consumo di una certa televisione si fa sempre di più on-demand», afferma Scrosati in un confronto su Twitter. «Questo dato dimostra come gran parte del dibattito sulla tv, tecnologie incluse, si concentri su un consumo della tv che è già vecchio».
Naturale che Scrosati voglia anche portare acqua al mulino della tv satellitare, e connotare la tv digitale terrestre come «vecchia», concentrata su logiche antiche di «frequenze» e quant'altro. Tuttavia le sue riflessioni sono molto interessanti. Sugli oltre 5 milioni di abbonati Sky, più del 35% (quindi 1,8 mln di famiglie) hanno il servizio MySky (che consente di registrare i programmi, vedendoli quando meglio uno crede, e di ricevere, in base però alle scelte di Sky, una serie di prodotti in modalità Push vod sulla memoria del decoder e visibili on demand); oltre 500 mila, come spiega lo stesso Scrosati, «sono poi gli abbonati a Sky Go», una modalità di visione dell'offerta Sky attraverso i tablet «che non è ancora rilevata da Auditel».
Se la tv vista alla tv, anche in maniera non lineare, è già presente nelle indagini di Auditel, la valutazione delle audience dei contenuti televisivi, visti però su altri device, è ancora in fase sperimentale. E i grandi network televisivi, Sky in testa, stanno facendo un bel pressing su Auditel per colmare i ritardi, soprattutto per i target pregiati (e privilegiati dalla pubblicità) che guardano la tv in questo modo.
Nella rincorsa alla nuova tv non lineare, si può dire che Mediaset sia un po' più avanti quanto a servizi on-demand. Come spiegava anche di recente il vicepresidente Piersilvio Berlusconi, «con Premium Play siamo davanti a tutti i concorrenti nella visione non lineare. Abbiamo continuato a investire nell'on-demand, che di fatto Sky non ha, con migliaia di contenuti disponibili sempre per i nostri abbonati (oltre quattro milioni di tessere attive, di cui oltre 2 milioni di veri e propri abbonati nella modalità Easy pay, ndr)». Sky, tuttavia, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dovrebbe colmare questo gap in luglio con una nuova serie di servizi.
Il Biscione è, invece, un po' più indietro nella tv in mobilità, e tenterà di recuperare terreno dal prossimo mese di maggio, quando verrà presentata l'offerta di Premium Play per i tablet, in risposta a Sky Go. E mentre Rai resta alla finestra, i due grandi gruppi privati investono perciò centinaia di milioni di euro per la tv del futuro. «Chi guarda la tv vuole questo», sottolinea Scrosati su Twitter, «e quindi su questo deve lavorare chi fa la tv». Sacrosante parole.
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