Pubblicato il 16/05/2018, 12:01 | Scritto da Andrea Amato

Ammaniti ne Il Miracolo ha messo dentro di tutto, ma con grande armonia

Ammaniti ne Il Miracolo ha messo dentro di tutto, ma con grande armonia
La nuova serie di Sky Atlantic è zeppa di temi e riferimenti da far venire il mal di testa se messi tutti in fila, ma la grandezza della serie è proprio il bilanciamento armonico.

Ecco tutto quello che abbiamo visto dentro Il Miracolo di Niccolò Ammaniti

Ho aspettato di vedere quattro puntate de Il Miracolo prima di scriverne, perché ormai ho imparato negli anni che, per una serie di dieci episodi, la media distanza fa la differenza e si capisce molto di più sulla qualità del prodotto. Il debutto di Niccolò Ammaniti è sorprendente, ma questo l’hanno già detto tutti, come hanno già scritto che Il Miracolo è una serie dal respiro internazionale, ma quello, per fortuna, ormai da quattro o cinque anni è uno standard che noi italiani abbiamo introiettato perfettamente: Gomorra, I Medici, Suburra, per citare tre fiction di diversi editori.

Oltre a preti, medici, carabinieri, guardie forestali, che raccolgono sempre grande audience per il pubblico over 60 anni, il nostro mercato seriale ha fatto un balzo in avanti, riportando l’Italia al tavolo dei grandi produttori internazionali. E va ricordato che l’apripista, anche per il Dna anglosassone dato dalla proprietà, è stato proprio Sky, che quest’anno ha presentato al pubblico un piccolo capolavoro.

Ammaniti non si è risparmiato nulla, inserendo all’interno de Il Miracolo una quantità di temi da far venire il mal di testa: il Sud, l’invalidità di una madre e l’annientamento della figlia al capezzale, la politica con riferimenti recentissimi, il tradimento, la violenza, la scaramanzia, l’esoterismo, la religione, un prete vizioso e peccatore e una talebana cattolica, un poliziotto intransigente, la ludopatia, il degrado suburbano, la pornografia, la tossicodipendenza, la truffa, gli abusi sessuali, l’amore saffico, la morte, il sesso e la ‘Ndrangheta.

Non manca davvero niente e questo solo in quattro puntate. Letto così potrebbe sembrare un elenco di elementi accozzati uno con l’altro per strizzare l’occhio a tutti i generi cinematografici e letterari più apprezzati, ma la cosa davvero sorprendente è la grande armonia della narrazione. Tutto appare in maniera sublime, a partire dalla sigla Il Mondo di Jimmy Fontana. Perché, come sempre, sono i dettagli che fanno la differenza.

 

Twitter@AndreaAAmato

 

(Nella foto una scena di backstage de Il Miracolo)