Pubblicato il 01/04/2018, 09:28 | Scritto da La Redazione

Diritti tv: rivoluzione dello scenario e Mediapro rinvia la presentazione dei pacchetti

Diritti tv: rivoluzione dello scenario e Mediapro rinvia la presentazione dei pacchetti
L'accordo di pace tra Sky e Mediaset spinge inevitabilmente gli spagnoli di Mediapro a cambiare strategia e ripensare alla conformazione dei pacchetti da presentare ai soggetti interessati. Erano attessi per martedì 3 aprile ma...

Nel frattempo, la Lega di Serie A sta definendo il bando per i diritti tv del prossimo triennio della Coppa Italia.

 

Fosse arrivata stamane, la notizia dell’accordo tra Sky e Mediaset,qualcuno avrebbe certamente pensato ad un pesce d’aprile. Le due aziende – a partire dal 2005 – sono state coinvolte in una guerra senza tregua che ha chiamato in causa ogni ambito possibile immaginabile, dai diritti tv, alla pubblicità, passando per il marketing e la comunicazione. L’idea che le due piattaforme, quindi, fossero in competizione spinta – sia pure con i limiti connessi con le nuove strategie di Cologno di decelerazione sulla pay – doveva essere ben salda nella testa degli spagnoli di Mediapro quando, alcune settimane fa, avevano vinto la gara per i diritti tv della Serie A facendo un’offerta da 1,050 miliardi per aggiudicarseli come intermediario.

E’ chiaro che tutto cambia se la pay di Milano Santo Giulia e il gruppo guidato da Piersilvio Berlusconi hanno invece appena avviato un processo di collaborazione molto importante. La pace annunciata ieri, in sostanza, mette inevitabilmente in una posizione diversa chi deve cercare di vendere i diritti del nostro calcio. E non è affatto detto che la conformazione che gli spagnoli avevano pensato di dare ai pacchetti da presentare all’incanto ai broadcaster e a tutti i soggetti interessati – che secondo alcuni dovevano essere presentati ieri, sabato 32 marzo, e secondo altri martedì 3 aprile –  resista ed abbia ancora un senso.

I rumors, oltretutto, parlavano di una Mediapro pronta ad offrire un prodotto pre confezionato e omnicomprensivo, se non altro, ai gestori di tlc, e ai soggetti interessati a veicolare un’offerta in streaming. E la sola ipotesi che questo avvenisse, aveva fatto prefigurare lo scatenamento repentino di Sky, che aveva già ottenuto dall’Antitrust un chiarimento abbastanza inequivocabile sul fatto che il ruolo dell’intermediario non poteva avere contaminazioni editoriali o produttive. Così la notizia dell’Ansa, del rinvio della presentazione dei pacchetti, non sorprende affatto.

Nel frattempo, la Lega di Serie A sta definendo l’ultimo bando per i diritti tv del prossimo triennio, ovverosia quello relativo ai diritti tv della Coppa Italia sia a livello nazionale che internazionale. L’obiettivo, secondo Repubblica, è quello di superare quota 50 milioni di euro annui, con la tv pubblica che attualmente spende 21 milioni di euro annui per i diritti tv domestici. Un assett, quello della Coppa Italia, che nella nuova geografia delle relazioni del nostro scenario dei media nessuno si sorprenderebbe, a questo punto, se finisse a Cologno come i Mondiali di calcio.