Pubblicato il 14/02/2018, 17:05 | Scritto da Pietro Berna

Dalla Juventus ai diritti tv: il calcio italiano è senza palle

Dalla Juventus ai diritti tv: il calcio italiano è senza palle
Mentre i bianconeri hanno messo a rischio la qualificazione in Champions a favore degli inglesi del Tottenham, gli inglesi ci danno anche una lezione di business sulla vendita dei diritti televisivi.

British Telecom e Sky Uk hanno risparmiato sui diritti tv della Premier League. E in Italia?

La Juventus che si perde nel momento decisivo con i soliti inciampi di Gonzalo Higuain e la complicità di Gianluigi Buffon, regalando agli inglesi del Tottenham un ritorno di Champions League molto abbordabile, è la sintesi della mancanza d’incisività del calcio italiano rispetto a quello inglese. È lo stesso sistema che, proprio ieri, in Inghilterra ha portato alla chiusura dell’asta sui diritti televisivi: British Telecom e Sky Uk si sono aggiudicate per il triennio 2019-2022 i diritti tv della Premier League, offrendo in totale 4,64 miliardi di sterline, circa 5 miliardi di euro, per 5 dei 7 pacchetti a disposizione. Spendendo circa il 10% in meno rispetto all’asta precedente. Con una procedura durata pochi giorni e senza polemiche.

Tutt’altro scenario da noi, dove la Lega Calcio ha messo in scena quello che ormai tutti definiscono un pasticcio, da cui è difficile uscirne e che rappresenta meglio del pareggio del Tottenham allo Juventus Stadium la differenza che passa tra il ricco e spendente calcio inglese e il misero calcio nostrano, fuori anche dai Mondiali 2018. La Lega ha accettato l’offerta degli spagnoli di Mediapro per il triennio 2018-2021, che si sono proposti come broker, con la cifra record di un miliardo e 50 milioni di euro.

Ma dove verranno trasmesse le partite e soprattutto quanto verranno a costare ai tifosi resta uno di quei misteri che neanche Sherlock Holmes riuscirebbe a risolvere. Il calcio italiano, invece che vendere le partite ai broadcaster, ha scelto un intermediario, che dovrà rivendere i diritti agli operatori: Sky, Mediaset, qualche telefonica o OTT. Magari.

Perché in tutto il mondo la situazione dei diritti del calcio è in deflazione e pensare che Amazon si possa mettere a partecipare alla gara di Mediapro è un sogno che solo la Lega Calcio commissariata può permettersi di avere. E anche le compagnie telefoniche non sembrano interessate a spendere cifre folli in Inghilterra, figuriamoci in Italia.

Alla fine, volete scommetterci? Chi pagherà il prezzo più alto saranno i tifosi o almeno questo è il rischio. Risulta infatti molto complicato immaginare un prezzo minore ai tifosi a fronte di un prezzo maggiore a Mediapro. Forse lo pagheremo in yuan cinesi e lo invieremo all’estero, considerato che l’advisor spagnolo è stato acquistato da un fondo di investimento cinese, Orient Hintai Capital.

 

Twitter@PietroBerna