Pubblicato il 12/02/2018, 12:09 | Scritto da Andrea Amato

Riccardo Pugnalin, Sky: I nostri abbonati continueranno a vedere la Serie A

Riccardo Pugnalin, Sky: I nostri abbonati continueranno a vedere la Serie A
Il vicepresidente della pay tv satellitare, in un’intervista a “La Repubblica”, parla dei diritti televisivi del calcio italiano, aggiudicati dagli spagnoli di Mediapro, ma tranquillizza tutti.

Riccardo Pugnalin, Sky: “Mediapro ha l’obbligo giuridico di vendere i diritti ai broadcaster, come Sky”

L’anno peggiore del calcio italiano, almeno dal punto della governance, a cui va sommata anche l’incertezza sui diritti televisivi. L’advisor spagnolo Mediapro ha fatto l’offerta monstre di 1,5 miliardi di lire, stracciando la concorrenza di tutti. In attesa che le varie autorità di garanzia e la Lega Calcio (commissariata) diano il via libera, le ipotesi su quale emittente vedremo le partite di Serie A, anche le più bizzarre, prendono forma e vita giorno dopo giorno.

A fare un po’ di chiarezza ci pensa Riccardo Pugnalin, Vicepresidente di Sky Italia, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, in edicola oggi: «Siamo sicuri che i nostri abbonati continueranno a vedere le partite della Serie A su Sky». Mediapro ha infatti l’obbligo giuridico di rivendere i diritti televisivi ai broadcaster che operano sul mercato, finora Mediaset (anche se il progetto Premium è in revisione, come dichiarato da Piersilvio Berlusconi) e Sky.

In molti, però, parlano di un allargamento del mercato, con nuovi player come telefoniche e Ott, Amazon per esempio, che favorirebbe così l’abbassamento del costo per l’utente finale: «Ben vengano i nuovi operatori – continua Pugnalin -, anche se finora non si sono visti, li abbiamo sempre sentiti evocare, ma non si sono mai palesati. La legge Melandri-Gentiloni non prevede la discriminazione tra le diverse piattaforme. Sui prezzi Sky sarebbe felice di applicare tariffe più basse. Però pongo un quesito: se Mediapro investirà oltre un miliardo di euro, più di quanto da noi offerto, come potranno costare di meno gli abbonamenti alle partite?».

L’ingresso di nuovi soggetti, in effetti, non è uno scenario credibile nel breve termine, ovvero per il prossimo triennio. Operatori come Amazon o Netflix stanno in piedi grazie alla riduzione minima dei costi fissi: acquisizione dei diritti di emissione di film e serie tv, gestione della piattaforma tecnologica, comunicazione e produzione di titoli originali. Costruire una struttura che possa garantire, non solo l’emissione della partita con telecronaca (banale a farsi), ma tutto l’impianto di contorno a cui il pubblico italiano è storicamente abituato, non è percorribile in così breve tempo e, probabilmente, non rientra nei piani di questi operatori.

Riguardo poi la ricostruzione di tutta la vicenda dei vari bandi, Pugnalin sottolinea: «Era difficile per noi prendere tutto, quando ci si offriva poco, soprattutto in termini di esclusiva. La conoscenza di Sky di questo mercato ha fatto sempre prendere decisioni molto razionali. Ma tutto ciò ha sempre dei limiti oltre ai quali è difficile andare. Questa volta ci veniva chiesto di superare illogicamente questi limiti, sfidando la legge di gravità, cioè quella della sostenibilità. Ricordiamo che il calcio italiano è ancora basato pressoché esclusivamente sui diritti tv che da soli non sorreggono più il sistema».

 

Twitter@AndreAAmato