Pubblicato il 02/10/2017, 12:31 | Scritto da La Redazione

Prix Italia: tra web e fake news vince il doc sulla Corea del Nord

Prix Italia: tra web e fake news vince il doc sulla Corea del Nord
Si è concluso l'appuntamento organizzato dalla Rai e dedicato quest'anno all'informazione in rete. Maggioni: "Il discorso degli strumenti per combattere le false notizie deve superare le barriere nazionali". Così su "Repubblica".

Prix Italia tra fake news e educazione digitale. Premio speciale a doc sulla Corea del Nord

Rassegna Stampa: La Repubblica.

È stato il documentario Inside North Korea del regista russo Vitaly Mansky ad aggiudicarsi il premio speciale Presidente della Repubblica alla 69esima edizione del Prix Italia che si è chiusa oggi a Milano. Un’edizione che ha visto al centro una riflessione approfondita sul tema delle fake news con l’incontro #BackToFacts presieduto da Monica Maggioni, presidente della Rai, al quale hanno partecipato fra gli altri la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli e Roberto Viola, direttore generale di DG Connect della Commissione Europea.

Un premio all’unanimità. Mansky, nel progetto realizzato per l’emittente tedesca Ard, ha seguito per un anno una bambina e la sua famiglia, sotto lo stretto controllo delle autorità locali in Nord Corea. “Quest’anno – spiegano i giurati nella motivazione del premio – il compito della giuria non è stato affatto facile. Alla fine, all’unanimità, abbiamo scelto un progetto in grado di offrire una visione interiore del tutto unica, una visuale su un mondo di cui non sappiamo ancora abbastanza. La produzione è, inoltre, perfettamente in linea con la tematica di quest’anno del Prix Italia: Back to facts”.

Maggioni: “Fake news, strumenti e barriere”. E proprio in merito alla necessità di fare attenzione a come raccontare e verificare i fatti ai tempi del digitale e delle bufale che circolano in rete, Maggioni ha spiegato come “il discorso degli strumenti” per combattere le fake news “deve superare le barriere nazionali. E’ cruciale discutere di educazione digitale per codificare i messaggi in un mondo manipolabile”. “L’alfabetizzazione digitale è fondamentale per distinguere le notizie vere dai fake”, le ha fatto eco la ministra Fedeli.

Contenuti illegati in rete, Unione europea pronta a intervenire. Nel corso dell’incontro che si è tenuto nella giornata conclusiva del Prix Italia Viola ha annunciato che ‘Unione europea è pronta a intervenire sul tema delle fake news e sulla rimozione dei contenuti illegali in rete, se gli operatori non si attiveranno in maniera efficace per arginare il fenomeno”. “Abbiamo appena pubblicato una comunicazione – spiega Viola – che dice: cerchiamo di svolgere questo lavoro con l’autoregolamentazione, soprattutto la rimozione dei contenuti illegali. Se non ci saranno novità allora dovremo intervenire sul piano legislativo”. La rete, ha proseguito, “è diventato il mezzo più importante di informazione dei cittadini e il sistema dei media tradizionali, che regge il sistema democratico, è stato scosso da questa rivoluzione. La situazione è preoccupante, anche perché ci sono algoritmi che amplificano le fake news. Per questo il presidente Juncker ha inviato una lettera al presidente del Parlamento europeo per spiegare che un’iniziativa politica è necessaria”.

Un Manifesto per raccontare il Novecento. Per tornare ai premi e ai vincitori, sempre della tedesca Ard è il programma che si aggiudica il Prix Italia nella categoria Tv Performing Arts, Manifesto di Julian Rosefeldt, che racconta i manifesti del XX secolo, da quelli letterari a quelli artistici, attraverso le parole di Cate Blanchett. Nella stessa categoria, menzione speciale per Never-Ending Man: Hayao Miyazaki della Nhk giapponese.

Adolescenza e disagio mentale, il racconto della realtà. Si concentrano invece su due realtà complicate – quella di un’adolescente inglese costretta a crescere troppo in fretta e quella della malattia mentale – i programmi che vincono le sezioni Tv Drama e Tv Documentary: il primo è Ellen dell’inglese Channel 4 che segna il debutto della regista Mahalia Belo e della sceneggiatrice Sarah Quintrell ed è interpretato da Jessica Barden. Il secondo è Icon di Wojciech Kasperski per la polacca Tvp che racconta il Central, uno degli ospedali psichiatrici più grandi della Siberia. Nelle stesse sezioni, due menzioni speciali: Team Chocolate della belga Vrt e Silent War di France 2.

Tra passato e futuro. Ancora storie tra passato e futuro sul podio dei programmi radiofonici. Nella categoria Radio Music si afferma la compositrice Ivana Stefanovic per la Sbc/Rts serba con A large stone che ridà vita a una ballata popolare lirica dalla regione centrale dei Balcani. In questa categoria menzione speciale anche per The Listening Service dell’inglese Bbc. La guerra d’Algeria è invece la protagonista di De guerre en fils (Di guerra in figlio) di Samuel Hirsch con Sabine Zovighian che si aggiudica la categoria Radio Drama per Arte Radio\Arte France, mentre il miglior Radio Documentary and Reportage è la storia di rinascita attraverso lo sport raccontata da Jason Murphy e Tim Desmond in Documentary on One: No Time to Lose dell’Rte irlandese.

Il web parla norvegese. Il Prix Italia per il Web, infine, va a Skam della norvegese Nrk, una webserie tra fiction e realtà. Un riconoscimento va fuori Europa: si tratta del Premio Speciale Signis che va all’emittente Sud Coreana Mbc per Future Human: Ai, un documentario che si interroga sull’era dell’intelligenza artificiale. La giuria ha attribuito anche una menzione speciale al doc A Family Affair della rete olandese Npo.

 

(Nella foto un momento di Inside North Korea)