Domenica, 17 Dicembre 2017 11:48
Pubblicato il 03/07/2017, 17:32 | Scritto da Tiziana Leone

Paolo Bonolis crocefisso, senza motivo, sui social per il concerto di Vasco

Paolo Bonolis crocefisso, senza motivo, sui social per il concerto di Vasco
Rivedendola su Rai Play, la Notte di Vasco non sembra una "tragedia" come hanno raccontato i social. Di certo Bonolis non ha brillato, ma i fan in tv hanno vissuto l'emozione di 28 canzoni, quante solitamente vengono eseguite in un concerto "normale".

Le polemiche via Twitter hanno travolto Paolo Bonolis e il suo racconto di Vasco Rossi su Rai 1. Ma siamo sicuri che sia andata proprio come raccontano i social?

Ero al Modena Park. Quindi non ho visto la Notte di Vasco su Rai 1. Poi è iniziata la valanga di insulti via Twitter e la camicia hawaiana di Paolo Bonolis e il coito interrotto spiegato da Piero Angela e vattene a casa Paolo e fateci sentì Vasco e chissenefrega di Maddalena Corvaglia e io che credevo di sentire tutta la diretta e così via twittando e insultando.

Così, grazie al lascito di Antonio Campo Dall’Orto, ho acceso RaiPlay per capire quale delirio avesse mandato in onda Rai 1, se tante volte invece che trasmettere il rocker si fosse sbagliata e avesse trasmesso Una notte a Venezia con Alberto Angela sul palco, che per quanto dotato non potrà mai essere all’altezza del mito di Vasco. Guardo e ascolto Gaetano Curreri, persona che ha scritto la storia della musica insieme a gente come Vasco e Lucio Dalla, scortato sul palco da Bonolis, che d’accordo avrà una camicia orribile, ma non mi sembra che stia uccidendo i 220mila di Modena.

Nel frattempo gli oltre cinque milioni di spettatori su Rai 1 hanno giù sentito Colpa di Alfredo, Bollicine, Ogni Volta e ora anche Anima Fragile, mentre Curreri passa dal microfono al palco come se davanti non avesse quei 220mila che metterebbero paura anche al Papa, uno che direi abituato a folle oceaniche. Al Modena Park era impossibile non vivere un’emozione quasi unica, impossibile non lasciarsi trascinare dalla musica di un uomo che a 65 anni sul palco canta la storia della nostra vita, a differenza di altri che alla stessa età hanno la sfortuna di caderci, dal palco. E la legge del web sempre lì a inchiodare gli artisti.

Il crollo di Gianni Morandi dal palco e il crollo di Bonolis su Rai 1, dietro la tastiera sempre le stesse dita, pronte a sbeffeggiare deridere accusare. Ma stavolta Bonolis l’avrà fatta grossa, stavolta Rai 1 avrà esagerato più dei milioni dati a Fabio Fazio. Guardo ancora, c’è Vasco che canta una Splendida giornata e balla con un gruppo di ragazzette in reggiseno. Ma su Twitter non avevano detto che non si vedeva una minchia? Devo avere fiducia, è sempre la Rai, qualcosa avrà combinato. Non mi sembra di aver mai sentito qualcuno in viale Mazzini dire che avrebbe trasmesso l’evento integrale, ho letto ovunque che solo al cinema i fan avrebbero avuto questo privilegio, il problema è che chi va veloce su Twitter non ha tempo di leggere articoli più lunghi di 200 caratteri. Twitto quindi sono. E sto.

Bonolis avrà scontato anche le foto che sua moglie infila sui social network, le scarpe di marca della figlia, l’aereo privato a Formentera, le vacanze invernali a Cortina, se tante volte dicesse alla consorte di farsi più serenamente i fatti suoi, che Vasco chiamerebbe in altro modo, non sbaglierebbe. Ma tant’è, stavolta è toccato a lui prendersi gli insulti, solo perché stava lì seduto, magari inchiodato, rigido, serio per dare il suo senso della vita di Vasco e non il Ciao Darwin che i molti si aspettavano, con qualche accortezza in più forse avrebbe potuto parlare un po’ meno, ma poi va in onda anche l’assolo di Maurizio Solieri, schitarrata pazzesca che al Modena Park ballano tutti come se non ci fosse un domani e nemmeno un dopodomani. Si vedono già i primi reggiseno di quei tanti che erano già spuntati dal primo pomeriggio, antipasto di quelle tette al vento che si agiteranno durante Rewind, anche quelle in primo piano su Rai 1 perché il popolo di Vasco le tette le mostra anche a 50 anni.

Quindi? La rivolta di twitter per crocifiggere Bonolis, che per carità non è il santo della tv, Rai 1, che per carità non è l’esempio virtuoso della tv di Stato, Lucio Presta che per carità non è l’esempio del pacifismo, ha il sapore del vorrei tanto essere lì, ma non posso e allora morite voi e tutti i farisei. Poi c’è Vasco che sul palco straccia record mondiali, percorre la sua vita musicale, regala a chi guarda emozioni che non sa nemmeno di dare, quel Vasco che nemmeno sa cosa succede su Twitter perché sta vivendo la sua favola.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Vasco Rossi al Modena Park)