Mercoledì, 22 Novembre 2017 23:10
Pubblicato il 11/05/2017, 18:32 | Scritto da Tiziana Leone

Genius: all’anteprima non il solito generone romano

Genius: all’anteprima non il solito generone romano
Non la solita folla da generone romano, niente arrembaggio all'aperitivo "aggratis" prima della visione, segno evidente che la teoria della relatività di National Geographic si applica anche negli inviti.

Presentata ieri sera a Roma la serie di National Geographic Genius su Albert Eistein, al via questa sera. Ecco il racconto della premiere

Dentro c’è l’aperitivo. Nella sala accanto Albert Einstein che aspetta. Fuori Claudio Ranieri che parla con Martin Castrogiovanni. Se non l’avesse già inventata lui, il Genius, la teoria della relatività moderna potrebbe essere questa. Perché alla premiere romana della serie di National Geographic, al via questa sera sul canale 403 di Sky alle 21.10, diretta da Ron Howard e interpretata da Geoffrey Rush, il concetto del relativo è alla sua massima potenza. Il fatto che al buffet non ci sia la solita calca da ultima cena prima della morte è relativo al fatto che fuori non c’è la solita valerionamarini in cerca di flash per le sue labbra, il che è relativo al fatto che probabilmente nella lista degli invitati figurano attori come Edoardo Leo o Alessandro Roja, non esattamente tronisti da ultima spiaggia Mediaset, il che porta a pensare che gli americani per promuovere nella capitale la prima serie da loro prodotta abbiano puntato alla teoria della relatività dell’invito. A molti, ma non a tutti.

Così come lo è la serie, pensata e diretta a chi a sa che da Einstein non si deve aspettare Twin Peaks, nonostante il Genius immaginato da Ron Howard non sia solo un matematico invasato di x, y e z , ma un uomo brillante, onesto, rifiutato dal Politecnico di Zurigo per la sue lacune in zoologia e francese, passionale amante convinto che la monogamia sia solo un’imposizione della fede religiosa, ebreo in una Germania prossima al nazismo. Il Genius di Geoffrey Rush mostra un Einstein anziano, che sceglie di vivere in quella Germania pronta a giudicare la sua teoria della relatività falsa e distorta in quanto teoria di un ebreo, contrastato dalla moglie Elsa (Emily Watson), preoccupata per le minacce di morte continue.

Ma il racconto vive di rimandi continui al giovane Einstein (Johnny Flynn), ragazzo deciso a tutto pur di capire come un raggio di luce possa muoversi nello spazio se lo spazio è vuoto. Luce che è presente in ogni inquadratura, per sporcare l’immagine, renderla meno nitida di quanto un HD vorrebbe, ma decisamente più vicina a quel Genius che in fondo ciascuno di noi vorrebbe in casa.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto una scena di Genius)